L'uovo di giornata

Passeggiare non è reato

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“Andrà tutto bene? Andrà tutto stretto!”. Così recitava una delle tante vignette ironiche che circolavano sul web fino a qualche giorno fa (oggi molto meno)! L’allusione è al fatto che, rinchiusi in casa, si cucina di più, si mangia di più, si beve di più e ci si muove di meno. Si prende peso. E quest’invito a lievitare è esasperato negli ultimi decreti di questo o quel ministro: si può uscire da casa ma bisogna portarsi il righello…attenzione a non oltrepassare il muro invisibile dei 250 metri. In principio il rischio era quello d’imbattersi in una pattuglia. Poi venne l’analisi delle celle telefoniche. Poi ci fu l’avvento dei droni. Anche le persone più ligie sono ormai terrorizzate. Persino i balconi sono poco frequentati. E, vista la loro trasformazione abusiva in palcoscenici improvvisati per cantanti improbabili, questo non è un male.

Tutto ciò ci è parso sin da subito esagerato. Nessuno dubita sulla necessità di stroncare sul nascere qualsiasi tipo di assembramento e punire chi trasgredisce. Ma da qui a spingere le famiglie italiane a litigare per accaparrarsi il compito di portare giù i rifiuti, pur di conquistare una boccata d’aria, ne passa. E il problema non ci pareva limitarsi alla pace familiare. Non eravamo neppure soverchiamente preoccupati per la prova costume: se i divieti continuano ad allungarsi, il mare quest’anno lo si vedrà in cartolina. Nella nostra naifité avevamo immaginato che tutta questa rigidità (cosa ben diversa dal rigore) potesse comportare – come conseguenza in intenzionale avrebbe detto Karl Popper -, qualche piccolo problema di salute.

A questi nostri convincimenti intimi è giunto, inatteso, il sostegno – niente po’ po’ di meno – dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: quella che indirettamente, attraverso l’esimio professor Ricciardi, consiglia il Ministro Speranza.

Qualche giorno fa l’OMS, con una comunicazione ufficiale, ha diramato una guida essenziale contenente alcuni consigli per gestire al meglio, durante questa emergenza, la propria condizione psichica e fisica. Vi si legge: “ durante questo momento difficile è importante continuare a prendersi cura della propria salute fisica e mentale. Questo non solo aiuterà a lungo termine, ma aiuterà anche a combattere COVID-19, in caso di contagio”.

Tra i consigli elargiti, oltre ai classici non bere e non fumare di sergiocaputiana memoria, un meno scontato, di questi tempi, “fare attività fisica dai 30 ai 45 minuti al giorno gli adulti e almeno un’ora i ragazzi”. E, addirittura, si ha l’ardire di spingersi fino al punto di consigliare: “se le linee guida locali o nazionali lo consentono uscite per una passeggiata o per una corsa, mantenendo le distanze di sicurezza”. Ecco. È esattamente quel che pensavamo noi donne e uomini di senso comune. E’ quello che pensa e ha dichiarato un vecchio saggio come Sergio Garattini, presidente e fondatore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

E se ci siamo arrivati noi ci possono arrivare anche i nostri governanti. La guerra è ancora lunga. Ed è guerra di trincea, di quelle che logorano. Non si defletta sul vietare l’assembramento. Non si rinunci ai controlli che anzi vanno intensificati, magari senza ricorrere ai droni. Ma laddove si può si molli su tanta intransigenza. Tanto un dpcm per farlo, nei prossimi giorni, non mancherà di certo. Passeggiare non fa male ed è la cosa più democratica che c’è perché non costa niente e possono farlo quasi tutti. Il fatto poi che, in queste temperie, bisogna farlo da soli, gli dà anche quel tocco élitario che, oltre ai democratici, dovrebbe far contenti anche i liberali. Visto che ha osato l’OMS osiamo anche noi: passeggiare – e persino correre – da soli, a due metri di distanza dal prossimo, non è peccato e non dev’essere reato. Lo dice il buon senso, lo conferma la scienza.

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