Home News Paura

Paura

0
12

Non è vero che non c'è stata paura durante la manifestazione di Vicenza.
I giornali hanno celebrato la giornata con toni a volte lirici, altre intimistici e finanche epici; gli inviati hanno dato fondo a tutta la loro tavolozza coloristica, pescando a mani piene da tutti i romanzi che avrebbero sempre voluto scrivere.

Mamme, bimbi, fiori, pentole, biciclette, vecchine sorridenti, carrozzine e palloncini colorati: sarebbero stati gli ingredienti ideali per un novello Pellizza da Volpedo che avesse voluto immortalare un "Quinto Stato" vicentino.

Ma non ovunque le cose filavano così placide e festose. In un punto arretrato del corteo, dove erano esiliati i politici di professione, le truppe di rifondazione e quelle dei comunisti italiani si sono scontrate per la precedenza. Pochi metri decisivi per essere a favore di telecamera. Diliberto e Giordano si sono guardati in cagnesco per lunghi minuti carichi di tensione, i militanti dell'una e l'altra sponda hanno serrato i pugni e brandito le bandiere, gli striscioni si sono pericolosamente lambiti, insulti e minacce facevano vibrare l'aria cristallina del mattino. Qualche vecchina ha smesso di sorridere, qualche bimbo si è sfatto sfuggire una nota di pianto.

Poi sono apparsi come dal nulla quelli del servizio d'ordine della Fiom, i duri dei metalmeccanici. S'è fatto silenzio all'improvviso, gli sguardi si sono abbassati, qualcuno ha indietreggiato, qualcuno è impallidito, in pochi istanti tutto era tornato all'ordine.

Non c'è stata paura: ripetevano ancora oggi Diliberto e Giordano. Ma si vedeva che non si erano ancora del tutto ripresi.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here