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PD: De Mita “si offende” e lascia il Pd

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L'effetto "ricambio generazionale" comincia a contare le prime vittime illustri nel Pd. Dopo Giuliano Amato anche De Mita e Visco mollano Veltroni. Ma non la politica, almeno nel caso dell'ex presidente del Consiglio dc.

Il De Mita, infatti, se ne va sbattendo la porta, il viceministro si fa da parte senza polemiche. Per entrambi la stessa motivazione: l'età.

De Mita si sente "vittima dell'età", Visco lascia una sorta di testamento politico: "Spazio ai giovani economisti".

Di toni opposti i loro abbandoni. Durante la riunione del coordinamento del Pd, l'ex presidente del Consiglio, un pezzo di storia democristiana, in un intervento durato 27 secondi - è stato lui stesso a specificarlo dopo la sfuriata - ha affermato: "Nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio". "Non sarò con voi - avrebbe aggiunto De Mita - ma contro di voi". Una frase che, così come riportata, farebbe pensare a un "ritorno al Centro" per De Mita che, lasciando la riunione del Pd, ha ribadito: "I criteri di selezione della classe dirigente fanno riferimento all'età e non all'intelligenza; per me sono un insulto per questo lascio il partito". "La mia partecipazione alla costruzione del Pd - ha spiegato De Mita - è sempre stata segnata dalla preoccupazione e dal dubbio. Ma qui anziché metter mano a un soggetto democratico si sta edificando qualcosa basato più sul desiderio che non ancorato alla realtà". Anna Finocchiaro definisce la rinuncia di De Mita un "segnale di innovazione", mentre Pierluigi Castagnetti auspica che l'ex leader Dc continui a "offrire il contributo di intelligenza ed esperienza alla costruzione del Pd, contributo che finora è stato determinante". Di tutt'altro tenore, si diceva, l'uscita di scena di Vincenzo Visco. Il viceministro dell'Economia, in una lettera inviata al segretario del Pd Walter Veltroni, spiega: "Non mi candido, meglio valorizzare i giovani economisti". "La mia presenza in Parlamento - sottolinea - non è decisiva". "Ritengo - aggiunge - che la mia rinuncia alla candidatura possa (e debba) essere l'occasione per valorizzare e promuovere alcuni di questi giovani che già hanno dimostrato sul campo le proprie qualità". Visco lascia il Parlamento dopo 24 anni e sette legislature. Lo fa soffermandosi sulla necessità di cambiamento e rinnovamento generazionale. Veltroni ringrazia: "Caro Vincenzo - scrive il segretario del Pd - la scelta che hai voluto compiere conferma, una volta di più, il tuo grande spessore politico e istituzionale". "E' una decisione spontanea e di grande generosità da parte di una personalità alla quale il Paese e la politica devono davvero molto", continua Veltroni ricordando il suo contributo "al risanamento finanziario dell'Italia, all'abbattimento del debito, attraverso una politica seria e coerente di riduzione strutturale dell'evasione fiscale".

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