Pd. Fassino candidato sindaco a Torino, Lega: “Agnello sacrificale per Vendola”
18 Dicembre 2010
di Redazione
Piero Fassino ha sciolto la riserva ed ha annunciato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco di Torino alle prossime elezioni amministrative in programma nella primavera del 2011. Ad annunciarlo è stato lo stesso Fassino davanti all’assemblea provinciale del Pd, raccogliendo l’applauso della platea.
"In queste due settimane, in cui ho chiesto tempo per decidere – ha detto Fassino – ho raccolto incoraggiamento e consenso direi unanime della società torinese. Non penso di essere il miglior nome del mondo, ma per 10 anni Torino ha avuto un sindaco di forte profilo e si vuole continuare con un sindaco che sappia assicurare alla città la stessa forza, visibilità e ruolo".
Confermando, dunque, la sua disponibilità a candidarsi alle primarie, Fassino ha proseguito: "So che c’era preoccupazione per un candidato dirigente nazionale, seppure fortemente radicato nella società torinese, voglio dire che questa preoccupazione la capisco e che sono convinto che la realtà torinese sia in grado di esprimere un gruppo dirigente di valore, anzi, è proprio per questa convinzione cho ho deciso di dare la mia disponibilità a candidarmi e di mettere a disposizione la mia esperienza, la rete di relazioni nazionali e internazionali che ho maturato a disposizione della città, del Pd e della sua classe dirigente, sottoponendomi alle regole e agli strumenti che il Partito si è dato".
Il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato così la decisione di Piero Fassino: "La decisione di Piero Fassino di mettere a disposizione della sua città le sue qualità universalmente riconosciute e la sua straordinaria esperienza, è un gesto di generosità e di impegno che fa davvero onore a lui e a tutto il nostro partito". Per Dario Franceschini, presidente dei deputati Pd, "la candidatura di Fassino è importantissima non soltanto per la città di Torino ma per il Partito democratico e per tutto il sistema delle autonomie che mai come adesso ha bisogno di personalità in grado di dare forza agli enti locali nel loro rapporto con lo Stato e le regioni mentre si attua il federalismo. Come sempre, Piero ha dimostrato la sua generosità e disponibilità a un gioco di squadra".
"Apprendiamo ciò che già si sapeva da settimane: l’antenato Piero Fassino scende in campo alla primarie farlocche del Pd e la seconda notizia, che siamo già in grado di anticipare senza voler emulare Wikileaks, è che vincerà". Così il vice coordinatore del Pdl piemontese, Agostino Ghiglia, in una nota commenta la disponibilità di Piero fassino a candidarsi alle primarie che dovranno decidere il candidato sindaco di Torino per il centro sinistra. "A quel punto sarà evidente che la sinistra ha optato per una scelta non conservatrice ma addirittura revanscista – aggiunge Ghiglia – il Pd è talmente disperato da proporre un esponente del vecchio Pci che ha gia dichiarato di voler fare solo cinque anni, senza fornire ai torinesi alcuna prospettiva di lungo periodo". " Torino, sommersa dai debiti costruiti da Castellani e da Chiamparino, ha bisogno di dinamismo, progetti ambiziosi, sogni non di scelte residuali tese unicamente a perpetrare il sistema di potere del Pd", conclude la nota di Ghiglia.
Per il deputato torinese della Lega Nord, Davide Cavallotto, "capisco che ormai la sconfitta è caratteristica della sinistra, ma con l’ufficializzazione della candidatura di Piero Fassino a sindaco di Torino mi viene da pensare che gli piace perdere facile". "Se il Partito democratico aveva il problema di trovare una pensione per l’ex ministro – incalza l’esponente del Carroccio – farlo tornare nel capoluogo piemontese dopo 25 anni di assenza non mi sembra la scelta migliore". "Torino – conclude Cavallotto – si merita molto di più che un perdente romano, ma evidentemente alla nomenklatura comunista serviva un altro agnello sacrificale da dare in pasto a Nichi Vendola".
