Pd. Franceschini: “L’antiberlusconismo è finito” e poi attacca il premier

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Pd. Franceschini: “L’antiberlusconismo è finito” e poi attacca il premier

21 Marzo 2009

Non poteva essere più chiaro Dario Franceschini, segretario del Pd: "L’antiberlusconismo è finito". Ma le buone intenzioni sono durate poco perché, dopo aver precisato che "essere moderati non significa non alzare la voce", riprende l’attacco contro il premier. Nel mirino questa volta ci sono le elezioni europee e la scelta del presidente del Consiglio di candidarsi come capolista in tutte le circoscrizioni alle europee. "Qualcuno mi ha consigliato di fare il capolista alle europee per sfidare Berlusconi. Io sfido Berlusconi ma lo faccio sulla serietà e glielo dico direttamente: il primo atto di serietà di un uomo politico è di non imbrogliare gli elettori per essere eletti in un luogo in cui non ci si metterà mai piede".

"Il Parlamento europeo non è un residence per pensionati di lusso ma un luogo dove si decide il nostro futuro", scandisce il segretario del Pd. "Per questo le nostre liste – prosegue all’assemblea dei Circoli – saranno fatte e composte solo di persone che vogliono lavorare in Europa e non per raccogliere preferenze sulla base di una truffa" come farà il centrodestra con "Berlusconi capolista e i ministri candidati. Berlusconi lo ha già annunciato omettendo però di dire che dovranno tutti dimettersi il giorno dopo che saranno stati eletti e che a Strasburgo non ci metteranno mai piede"."Infatti, per questo motivo alla direzione di lunedì chiederò che vengano candidate soltanto persone competenti e che vogliono restare a lavorare in Europa. Persone che non hanno mandati da sindaci o presidenti di Regione, mandati da completare e che devono completare", conclude Franceschini.

Poi riprende il solito tono e accusa il premier di usare "armi di distrazione di massa" per nascondere la gravità della situazione economica in Italia. La crisi economica sta mettendo a nudo alcune "emergenze" che richiedono "risposte immediate" e non solo riforme strutturali che porteranno benefici a lungo termine. "Quando dalle mie parti straripa il Po – ha detto Franceschini parlando all’assemblea dei circoli del Pd – la gente accantona le liti, e lavora insieme a mettere i sacchetti di sabbia sugli argini; passata l’emergenza si ragiona poi sugli aggiustamenti strutturali. Così avviene per la crisi, e c’è l’emergenza di chi da solo non ce la fa e che non può aspettare le riforme strutturali". Fra questi Franceschini ha citato le persone colpite da povertà assoluta e quanti perdono il posto di lavoro senza avere diritto ad ammortizzatori sociali. Per rispondere a queste due emergenze Franceschini ha rilanciato una proposta di una tassa sui redditi oltre 120 mila euro per mettere insieme 500 milioni da destinare all’assistenza dei poveri e ha anche rilanciato la proposta dell’assegno di disoccupazione. "Noi non daremo mai la colpa della crisi a Berlusconi – ha quindi aggiunto Franceschini – ma non c’è dubbio che l’impatto nei diversi paesi dipende dalla fragilità delle economie e dalle misure messe in campo dai rispettivi governi".

Sul piano casa, Franceschini dichiara: "Berlusconi ha detto che tutta l’Europa è entusiasta. Vorrei che ci fosse una webcam nei vertici europei per vedere come Berlusconi gliel’ha raccontato". "Lui racconta tante storielle, noi le chiamiamo barzellette, e diventa difficile distinguere cosa ha raccontato in Europa" ha aggiunto il segretario del Pd. Franceschini ha parlato anche dell’intenzione del Pd di lanciare "un grande piano per gli affitti, per chiedere di costruire abitazioni da destinare alla locazione", per combattere in primo luogo "la vergogna per cui ci sono migliaia di appartamenti sfitti mentre tanta gente, in particolare anziani e giovani senza casa".

Poi se la prende con gli altri membri del governo. "In questi momenti i riformisti alzano la voce". Lo fanno anche quando, prosegue Franceschini all’assemblea dei circoli, "si vede la superficialità di ministri che insultano categorie di italiani definendo il lavoratori fannulloni e gli studenti guerriglieri". Un attacco mirato va proprio contro il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta del quale dice: "Le ultime esternazioni del ministro della Pubblica amministrazione Brunetta sulle contestazioni all’università dimostrano che ha un problema con il prossimo, con il mondo". Immediata la reazione del portavoce di Brunetta che ha lanciato una chiara risposta al mittente: "A Franceschini consigliamo di occuparsi piuttosto del suo rapporto con l’Italia e dello stato in cui versa il suo partito che tutti i sondaggi segnalano subire in questi giorni un ulteriore calo di consenso". Quegli stessi sondaggi, ha concluso il ministro, "che non certo per caso indicano invece da mesi il ministro Brunetta come uno dei politici più apprezzati dagli italiani".