Pd, Franceschini (Ulivo): “No a nuove alleanze”
27 Luglio 2007
di Redazione
“Se nuovo conio significa un centrosinistra più moderno,
semplificato, con meno facce e meno sigle, allora va bene. Se, al contrario,
l’intenzione è quella di creare una nuova alleanza, allora quello sarebbe un
errore grave”. È quanto ha dichiarato Dario Franceschini, capogruppo dell’Ulivo
alla Camera, in un’intervista a Repubblica.
E ha aggiunto che “Il Pd deve muoversi dentro il
bipolarismo, magari rafforzandolo e rendendolo più efficiente. Non sarebbe
accettabile un ritorno al passato, alle alleanze incerte. E poi sono convinto
che il processo in atto ne metterà in moto altri, analoghi. Il centrodestra sarà
costretto a costruire un partito conservatore e nel nostro schieramento la
sinistra radicale sarà spinta ad aggregarsi”.
“Penso – ha detto – che bisogna lavorare per consolidare il
centrosinistra e guarire dal male dell’eccessiva frammentazione, della
visibilità a tutti i costi. Ma questo non riguarda solo la sinistra radicale,
bensì anche i moderati. Anzi riconosco al Prc, al Pdci, ai Verdi -i quali
spesso sostengono cose che non condivido come gli ultimi ingiustificati
attacchi al ministro Damiano- di aver sempre accettato una convergenza negli
atti parlamentari. Noi governiamo insieme nelle Regioni, nei Comuni. La
posizioni a volte sono lontane, ma siamo riusciti a colmare le nostre distanze.
Il nostro compito è vincere nella coalizione la sfida sui contenuti riformisti
e non scaricare la sinistra radicale”.
“Noi – ha affermato Franceschini- dobbiamo allargare la
coalizione dal punto di vista dell’elettorato. Se poi, oltre all’elettorato, ci
fosse una forza politica disposta ad estendere i confini del centrosinistra,
ben venga. Il benvenuto è per chi vuole allargare l’area riformista della
coalizione senza voler creare un’altra cosa”.
