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Pd. Veltroni annuncia la manifestazione contro il governo

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Linea dura del Pd. Ad annunciarla è lo stesso Veltroni che apre la prima assise del partito dalla sconfitta elettorale: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un'azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminerà con una grande manifestazione nazionale". Dal palco dell'assemblea nazionale del Pd che è ora in corso nei padiglioni della Fiera di Fiumicino il segretario Walter spiega la nuova rotta del partito e ufficializza la nuova linea di opposizione dopo la rottura del dialogo con la maggioranz e annuncia così la prima manifestazione di protesta.

Critica duramente la norma «salvapremier» approvata dal Senato interna al decreto sulla sicurezza. "È una norma - dice il segretario del Pd - "che stravolge il senso del provvedimento" e tra l'altro "colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato".

Riferendosi ancora alla norma salva-premier approvata dal Senato Veltroni ha aggiunto: "Ci ha preoccupato e indignato ma non sorpreso lo strappo consumato sulla sicurezza. È stata un'occasione perduta, forse definitivamente».

"La nostra è già e sarà sempre di più una opposizione intransigente contro il ritorno di una stagione di conflitti istituzionali, di leggi ad personam e di confusione tra gli interessi privati e la cosa pubblica "Sarà una opposizione incalzante e favore dei cittadini", continua. E "gradualmente e senza arroganza, ma con crescente autorevolezza, riesca ad imporre la propria agenda in Parlamento e nel Paese".
Per questo, afferma Veltroni, "abbiamo dato vita al governo ombra: uno strumento essenziale per un'opposizione che voglia qualificarsi per le sue proposte e affermarsi progressivamente come credibile alternativa di governo per il paese". Insomma, assicura il leader del Pd: "La nostra è l'opposizione di un grande partito riformista che si candida non solo a governare ma ad aprire un ciclo di grande innovazione istituzionale, politica e programmatica".

In agenda i temi vanno dalla politica alle alleanze future da costruire, dalla collocazione europea e internazionale del partito fino al nodo aperto del presidente dopo le dimissioni di Romano Prodi, ribadite come irrevocabili anche ieri con una lettera dell'ex premier.

 


 

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