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Pdl. Berlusconi investe Alemanno: “Ok ai congressi locali”

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Parte da Orvieto la stagione dei congressi del Pdl. Con il via libera di Silvio Berlusconi, si avvia a diventare realtà la proposta lanciata da Gianni Alemanno nel corso della 3 giorni organizzata dalla sua fondazione, Nuova Italia. Un convegno che consacra il ruolo del sindaco di Roma dentro al Popolo della Libertà e fa incassare ad Alemanno l'investitura ufficiale da parte del premier.

Con un progetto chiaro: "Rimettere in moto il partito partendo dal basso, con una riqualificazione della classe dirigente locale che permetta al Pdl di strutturarsi in senso meritocratico attorno alla leadership carismatica di Berlusconi". "Dobbiamo far crescere il nostro partito - scrive il premier nel messaggio inviato a Orvieto - organizzarlo sempre meglio sul territorio, garantendo la piena partecipazione democratica a tutti gli iscritti e a tutti gli elettori secondo quanto previsto dallo statuto per lo svolgimento dei congressi".

Un sostegno pieno, dunque, alla petizione lanciata dal sindaco di Roma perché entro marzo 2011 si tengano le assise comunali e provinciali. "La leadership di Berlusconi non può che essere rafforzata da un processo del genere", anche perché "l'80% del partito sta con lui". Alemanno racconta di averlo spiegato allo stesso premier quando, prima del convegno di Orvieto, è andato a illustrargli la sua proposta.

Nella tre giorni della kermesse, alla petizione per i congressi locali sono arrivate tante adesioni dai vertici del partito, da Matteoli a Meloni, da Gasparri a Cicchitto e Lupi. Anche il coordinatore Ignazio La Russa ha firmato. Ma il "segnale chiaro" nel senso di "un partito che non si vuole bloccare sulle polemiche di vertice", arrivato dal premier dopo che sull'argomento dei congressi ci sono state nel Pdl "tante indecisioni", è il sigillo che Alemanno può esibire nel chiedere che la sua proposta non venga soffocata dalle "burocrazie interne".

L'impegno, insomma, non deve restare sulla carta, ma si deve arrivare a fissare una data. Non tiene, secondo Alemanno, neanche l'obiezione, proveniente soprattutto dagli ex di Forza Italia ed esplicitata dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che si corra il pericolo di dare vita a un partito delle tessere. "Ho proposto - spiega il sindaco - che il congresso sia un mix tra consultazione degli eletti, degli iscritti e anche degli elettori, attraverso Internet e i gazebo. Proprio per evitare che tutto si riduca a uno scontro tra pacchetti di tessere".

Del resto il sindaco di Roma nel Pdl si candida a ricomporre gli scontri, in primo luogo quello tra il premier e Gianfranco Fini, costruendo "ponti" dentro un partito che ha una "capacità di proposta politica anche superiore a quella di An". Per questo Alemanno lancia un chiaro avvertimento a certi «pasdaran» (primo tra tutti un ex aennino come Fabio Granata) perché la smettano di "lanciare bombe" sotto quei ponti. A Orvieto il primo cittadino della capitale accoglie esponenti delle diverse aree del Pdl, a partire dai ministri Tremonti (da lui incoronato "leader ideologico"), Frattini, Sacconi, Matteoli e La Russa. E al termine della 3 giorni sottolinea l'emersione di "una volontà comune su temi importantissimi".

Temi che Berlusconi nel suo messaggio loda come "in piena sintonia con il nostro programma": dalla scuola, alla "difesa del cattolicesimo", al federalismo. Su questo punto in particolare, da presidente del Consiglio dell'Anci, Alemanno sostiene l'importanza di "dare un ruolo maggiore ai Comuni, per evitare che le Regioni diventino come dei microstati". Ma ancora una volta va oltre il proprio ruolo di sindaco per lanciare la sua sfida (in particolare alla Lega) su un'idea di federalismo che sia "strumento per rilanciare l'unità nazionale", a partire dalle identità locali.

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