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Pdl. Nuova provocazione di Bocchino: “Cambiare i coordinatori”

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Un cambio della guardia ai vertici del Pdl, faciliterebbe il dialogo con Fli. Via Bondi, La Russa e Verdini, dice in sostanza il capogruppo di "Futuro e Libertà" Italo Bocchino che accoglie positivamente l'idea di una verifica sul programma da fare dopo la pausa estiva.

"L'ipotesi che il governo si presenti al Parlamento per chiedere la fiducia su un programma per la seconda metà della legislatura è estremamente positiva e ci vede attenti e interessati. È una mossa che va incontro, seppur tardivamente, alla richiesta di Fini", ricorda Bocchino, sul sito di Generazione Italia.

"Alfano - continua Bocchino riferendosi all'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera - ha detto che i pilastri sono fisco, giustizia, federalismo e Mezzogiorno e che la base di partenza è quanto su questo è scritto nel programma di governo". "È evidente che su questi punti i parlamentari di 'Futuro e libertà per l'Italia' sono pronti a convergere, sia perché li condividono nel merito sia perché fanno parte di quel patto elettorale al quale sono vincolati e i gruppi sono pronti a discuterne all'interno del perimetro della maggioranza e anche all'esterno, rivolgendosi a quell'area della responsabilità che potrebbe condividere alcuni percorsi se Berlusconi scegliesse la via della discontinuità che Casini ha più volte indicato. Fini propose a Berlusconi di resettare il partito per rilanciare tutto. Allora fu letta come una provocazione ma adesso il presidente del consiglio chiede un passo indietro ai coordinatori per puntare su tre volti nuovi".

"Non sappiamo se Berlusconi riuscirà a far dimettere Verdini, La Russa e Bondi, va però detto che questa mossa cambierebbe in meglio il Pdl e renderebbe più facile il dialogo con Fli e gli altri componenti dell'area della responsabilità. Tra l'altro puntare su tre colombe come Alfano, Gelmini e Meloni che hanno guardato e guardano con interesse a Fini per ragioni sia politiche sia generazionali è un fatto assai positivo. Non sappiamo se i colonnelli e i falchi consentiranno a Berlusconi questa bella mossa, ma non sarebbe male. Abbiamo letto che per ora gliel'hanno impedita ed è un peccato che non sia riuscito a farla", conclude il capogruppo alla Camera di " Futuro e Libertà per l'Italia".

Immediata la reazione degli esponenti del Pdl. "La richiesta dell'onorevole Bocchino, che subordina il dialogo di FL con il Pdl al cambio dei coordinatori, costituisce un'evidente provocazione. Non si è mai visto nella storia delle alleanze dei partiti politici italiani che un soggetto detti all'altro i suoi organigrammi: anche noi avremmo preferito Silvano Moffa o altri alla guida del gruppo parlamentare di FL ma non è questo il metodo corretto per impostare reciproci rapporti. La verità è che stiamo in presenza di una palese provocazione". Lo dichiara Amedeo Laboccetta, deputato Pdl e componente del direttivo alla Camera.

Per Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, "ciò che solitamente afferma l'onorevole Bocchino ha il sapore della provocazione, come conferma anche la sua ultima dichiarazione". "Non ho perciò molto interesse a interloquire con il capogruppo di Futuro e Libertà. Una cosa tuttavia - sottolinea Bondi - mi preme testimoniare. Ho sempre pensato e detto che se la mia persona fosse stata d'ostacolo ad una ricomposizione mi sarei immediatamente fatto da parte, così come gli altri coordinatori hanno più volte dichiarato. Ho sempre lavorato per la mia sensibilità personale e la mia formazione politica per la nascita del Pdl e a favore di un confronto costruttivo all'interno del nuovo partito, dalla scuola di gubbio dell'anno passato fino al dibattito di alcune settimane fa con il presidente Fini". "Del resto la nomina di Bocchino a capogruppo di Fli non può certamente essere letta come la volontà di instaurare un clima sereno di confronto. Per tutto ciò non sarò certamente io a frappormi, così come gli amici Verdini e La Russa, ad un ulteriore rinnovamento del partito quando sarà il momento", conclude Bondi.

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