Pdl. Tremonti: “La sinistra fa opposizione all’Italia, non a Berlusconi”

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Pdl. Tremonti: “La sinistra fa opposizione all’Italia, non a Berlusconi”

28 Marzo 2009

"Nel mondo, in Europa, la politica fatta finora dal Governo Berlusconi viene considerata prudente e saggia. E’ saggia perché prudente. E continueremo a fare così". E’ quanto afferma il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo al congresso del Pdl alla fiera di Roma. "Ci dicono che un limite, nella nostra azione di governo, è il fatto di non avere opposizione. Non è colpa nostra!", aggiunge il ministro.

Tremonti spiega che ci sono trasversalmente due opposizioni: "una opposizione che costruisce e una opposizione che demolisce". E continua: "Con la prima ci si può e sempre più ci si deve confrontare chiedendo però solo una cosa: che i fini quadrino con i mezzi. Perché spesso, in tante proposte, il fine è giusto ma il mezzo è sbagliato, semplicemente perché non è nei mezzi davvero disponibili per il nostro Paese". Per Tremonti "se c’è buona volontà, una misura comune, una misura che non sia ancora basata sulla vecchia politica degli assegni scoperti e delle cambiali, si può e si deve almeno cercare di spiegarla e di trovarla. È stato così, per esempio, con l’accordo sugli ammortizzatori sociali e poi nel voto sul federalismo". Ma il ministro aggiunge che "c’è anche un’altra opposizione. Od un altro tipo di opposizione. Una opposizione che ancora pochi mesi fa parlava di ‘miracolo’ e che ora soffia sul fuoco della crisi. E lo fa nella speranza che il male dell’Italia produca il suo bene. Cosa dire? Soltanto una cosa. Questa opposizione non fa opposizione al Governo Berlusconi, fa opposizione all’Italia". E giù applausi.

Il responsabile di via XX Settembre poi parla della crisi economica e sottolinea che "questa crisi non è la mezzanotte del mondo e non è la fine del mondo. È solo la fine di un mondo". "La fine di un mondo – prosegue il ministro – in cui ci si è illusi che la ricchezza potesse prodursi per magia, più a mezzo debito e finanza, che a mezzo lavoro". Poi Tremonti lancia un chiaro messaggio di speranza: "Il mondo nuovo che si aprirà potrà essere migliore del mondo vecchio e il meglio dipenderà da noi".

"E noi – assicura il ministro – sapremo costruirlo, proprio perchè siamo dal lato giusto della storia". In questo momento, sottolinea Tremonti, "il lato giusto della storia è quello dello Stato di diritto classico, basato sull’equilibrio tra società, politica e mercato". Un tipo di Stato che, sostiene il ministro, "contiene insieme tanto il privato quanto il pubblico. Non il privato sopra il pubblico. Non il pubblico sopra il privato. Ma privato e pubblico insieme e fusi nell’idea equilibrata dell’ ‘economia sociale di mercato’ ". Il ministro dell’Economia conclude affermando che "stiamo attraversando una ‘terra incognita’ e stiamo percorrendo una via difficile. Ma tutti possono essere sicuri di una cosa: faremo tutto il possibile per non lasciare indietro nessuno".

Poi passa al tema centrale della giornata, la nascita del Pdl. "Noi oggi siamo qui, per aver visto giusto e per tempo sulla svolta della storia e per aver poi fatto al governo quanto fin qui abbiamo fatto, possiamo dire di essere il partito della speranza, opposto al partito della paura". Citando il discorso di insediamento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama ribadisce: "A differenza di chi usa la paura, e si basa sulla paura, la nostra forza – afferma il ministro – non è nella paura. La nostra forza è nel non avere paura. È in momenti come questo che la responsabilità di chi è responsabile è nell’avere e nel dare speranza". "Non puoi chiedere fiducia – aggiungi – se non hai e se non dai speranza. I dati negativi del presente dipendono dagli errori del passato e certo non si negano. Ma sono le aspettative positive sul futuro che dipendono da noi e sono queste le sole capaci di realizzarsi per il nostro bene nel futuro stesso. È per questo che abbiamo insieme prudenza e fiducia, fede e speranza. Ed è per questo che vorrei fosse chiaro a tutti che non siamo al governo per servirci del governo. Siamo al governo per servire l’Italia e gli italiani".

Per questa ragione non ci sta all’idea di "una somma di scrivanie e candidature. "Dirò quello che vedo oggi e quello che spero per domani usando una formula che è insieme famosa e vecchissima, fino ad essere fatta da parole senza tempo: nella necessità, l’unità; nel dubbio, la libertà; verso tutti, la carità". "Le forze politiche – prosegue – che nascono in base ad un patto di unione non devono mai e non possono essere mai solo la somma algebrica delle scrivanie e delle candidature, ma soprattutto un ideale in continuo divenire di pensiero e di azione. È così e deve essere così, perchè le forze politiche: o servono nel loro insieme il bene comune; o non servono affatto".

Tremonti parla infine di federalismo. "Per noi infatti serve per unire e non per dividere; per fare crescere le virtù civili e non per soffocarle con la peggiore politica; per avanzare nella solidarietà, perché chi ora ha di meno possa domani anche lui avere di più". "Il federalismo – dice ancora il ministro – è la prima, non l’ultima, delle riforme costituzionali di cui ha parlato ancora questa mattina Gianfranco Fini".

L’ultimo cenno del suo discorso va a Silvio Berlusconi, "una persona che nella sua avventura umana ha avuto ed ha la sorte di essere già nella storia e dentro una storia che non finisce ma continua".