Pedofilia. Si fingeva prete e abusava di minori, arrestato a Bari

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Pedofilia. Si fingeva prete e abusava di minori, arrestato a Bari

06 Febbraio 2009

Si chiama Angelo Maurizio Chiriatti, il 54enne arrestato stamattina dalla squadra mobile della questura di Bari con l’accusa di aver abusato sessualmente di diversi minorenni. Il fatto più raccapricciante è che fingeva di essere un sacerdote e si faceva chiamare "padre Pietro Maria".

L’uomo, che già in passato ha avuto problemi con la giustizia, si professa sacerdote di rito cattolico, ma sia secondo la Curia sia secondo le indagini della polizia non è un religioso.

Dalle indagini coordinate dalla squadra mobile di Bari, diretta da Luigi Liguori, è emerso che l’uomo durante le vacanze estive avrebbe accolto nel suo finto oratorio, che si trova tra le province di Bari e Brindisi, diversi minorenni (bambini e ragazzini) dei quali avrebbe abusato sessualmente e ai quali avrebbe fatto compiere reciprocamente atti sessuali. Il provvedimento restrittivo in carcere è stato firmato dal gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi su richiesta del pm inquirente Lydia Deiure.

Chiriatti nel suo sito internet sostiene di essere stato "ordinato sacerdote l’8 settembre 1990 a Roma dall’arcivescovo Giovanni Enrico Boccella, coofondatore del Pio Istituto (+1992)". Il 9 settembre 1990 – spiega – l’arcivescovo Boccella, titolare di Smirne e di Efeso, ha benedetto e approvato la comunità da lui fondata: i "Missionari di nostra Signora della cava". L’Opera religiosa – sostiene – è stata incoraggiata e benedetta da due Papi e da cardinali e vescovi.

Secondo Chiriatti, scopo della comunità è "la divulgazione del culto al Cuore Immacolato di Maria, e il Messaggio della Divina Misericordia". Le opere di carità -continua – sono rivolte ai più bisognosi ("drogati, ex-carcerati, anziani, cechi") e sono svolte dai missionari della Madonna della cava.

Nella casa-chiesa fondata dall’uomo ogni giorno si recitato preghiere, il Rosario, e "la coroncina della Divina Misericordia (per la santificazione dei sacerdoti e suore)", oltre alla Santa Messa. Simbolo di appartenenza alla comunità – si legge sempre nel sito – "è una tunica bianca con cappuccio e mantella ai fianchi, un cordone celeste con Rosario e al petto l’emblema del Cuore Immacolato di Maria".

Ma la finta identità non è stata creduta solo dai suoi seguaci. A quanto pare, sono state scoperte anche foto di "padre Pietro Maria" in udienza da Papa Giovanni Paolo II, alcune sue foto di dipinti e sculture, così comela copertina di un libro scritto dal finto prete nel sito internet "missionari di Nostra Signora della Cava". Angelo Maurizio Chiriatti pubblica nel sito persino il documento di avvenuta ordinazione presbiteriale.

E pensare che sul suo sito si legge: "La vita di Padre Pietro Maria è rivolta sempre verso il bene delle anime e con l’aiuto della Celeste Madre, il frate riesce sempre ad essere il servo dei servi". E continua così: "Si deve essere sempre fratelli, vivere nella fratellanza, continuare ad agire, parlare, essere pronti a condividere il Divino e non amare le cose terrene più del nostro stesso Padre Celeste, perché in questo modo non si può seguire Gesù. Il nostro cuore deve essere sempre scevro di impurità, distaccato dall’insidia dei beni voluttuari della terra…".