Pensioni, Almunia: troppi rischi per stabilità conti

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Pensioni, Almunia: troppi rischi per stabilità conti

24 Luglio 2007

“Anche dopo la riforma la spesa per le pensioni, attualmente già al 14% del Pil, rimarrà tra le più alte nell’ Unione europea e i rischi per la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche restano”. Così  il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia (nella foto).

A proposito dell’accordo sulle pensioni raggiunto tra Governo e sindacati, Almunia ha spiegato che “è positivo che i requisiti per il pensionamento vengono gradualmente allineati con quelli degli altri Paesi europei” e che la riforma verrà finanziata all’interno dello stesso sistema previdenziale.

“L’accordo della scorsa settimana tra il governo e i sindacati sulla riforma delle pensioni  conferma la generale estensione delle carriere lavorative, un passo necessario alla luce del continuato aumento dell’aspettativa di vita a livello globale”.

Il commissario ricorda dunque che “i criteri richiesti per avere diritto alla pensione stanno venendo gradualmente allineati con quelli degli altri Paesi Ue che allo stesso modo si trovano di fronte la sfida di un invecchiamento della popolazione. In più, l’aggiustamento attuariale dei coefficienti di trasformazione è previsto che diventi automatico con una frequenza di tre anni”.

Il commissario ha quindi affermato: “Incoraggio il governo italiano ad attuare pienamente l’accordo. Infine, dato l’alto livello di debito pubblico dell’Italia, io devo ancora una volta sottolineare l’importanza di raggiungere rapidamente una situazione di equilibrio di bilancio entro la tempistica stabilita dall’Eurogruppo a Berlino lo scorso aprile” che fissava come data entro cui conseguire il pareggio al più tardi entro il 2010, ma l’Italia da parte sua punta al 2011.

“Dal mio punto di vista tenere a freno la crescita della spesa corrente primaria allo stesso tempo preservando i programmi per il rafforzamento della crescita è la chiave per raggiungere il consolidamento di bilancio ed il rafforzamento della ripresa ciclica attuale”, ha concluso.