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Pensioni, Cgil, Cisl e Uil aspettano segnale di Prodi

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Pierpaolo Baretta, segretario generale aggiunto Cisl, Morena Piccinini, segretario confederale Cgil, Domenico Proietti, segretario confederale Uil scelgono la strada del massimo riserbo sulla riforma delle pensioni, in attesa di un segnale da parte del governo.

Nel corso del convegno dell'Inail sugli obiettivi strategici 2008-2010 dell'ente previdenziale i tre sindacalisti hanno, infatti, detto di aspettare la proposta del governo e che non sono stati ancora fissati appuntamenti per il pomeriggio o la serata.

 “La palla in questo momento è in mano a Prodi. È il momento peggiore per parlare di pensioni”. È quanto ha affermato Pierpaolo Baretta, ma su cui convergono anche Piccinini e Proietti.

Per quanto riguarda l’aspetto dei lavori usuranti, che secondo Rifondazione dovrebbero essere esclusi dall'innalzamento dell'età, Piccinini sostiene che “si è fatto un lavoro comune” con gli altri sindacati. Proietti (Uil) ha aggiunto che l'esclusione richiesta verte sui “lavori vincolati (vale a dire quelli in cui è prevista la catena di montaggio e i turni fissi, ndr) e su alcune categorie come le maestre dell'asilo, delle elementari e delle medie”.

Nessuno però si sbilancia troppo sulle altre ipotesi di riforma sollevate in questi ultimi giorni. La possibilità di introdurre scalini, prima a 58 anni e poi a 59, e il sistema di quote (somma dell'età anagrafica e degli anni di contributi), secondo Beretta sono proposte da vedere. E dichiara che: “Siamo d'accordo con il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, sulla necessità di aumentare l'età pensionabile purché‚ sia graduale”. Dal canto suo, Piccinini della Cgil con cautela dice che “prima bisogna quantificare tutto”.

Intanto il premier, Romano Prodi, in visita in Slovacchia fa sapere che l'intervento sulle pensioni che il governo intende varare “terrà conto degli equilibri di lungo periodo del bilancio italiano”.

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1 COMMENT

  1. L’EQUITA’ NON VIENE
    L’EQUITA’ NON VIENE RISPETTATA
    Se un lavoratore ad oggi ha 57 anni di età e 34 di contributi nel 2008 può andare in pensione perchè compie i 58 anni.
    Un’altro lavoratore che ag oggi ha 56 anni con già 35 di contributi versati nel 2008 no può andare in pensione. Questa non è equità.
    Sarebbe più corretto anche nel 2008 inserire la quota 93.
    Così i due lavoratori nel 2008 andrebbero in pensione entrambi con età diversa ma la somma età contributi uguale.

    VITO51

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