Pensioni. Sindacati: ok proposta Pd ma verificare coperture

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Pensioni. Sindacati: ok proposta Pd ma verificare coperture

26 Marzo 2008

Cgil, Cisl e Uil apprezzano le proposte
in tema di previdenza lanciate dal leader del Partito
democratico, Walter Veltroni.

Sostengono che vadano nella
direzione indicata dal protocollo del welfare. Ma chiedono di
verificare l’effettiva disponibilità delle risorse necessarie per
realizzare interventi a sostegno del potere d’acquisto delle
pensioni. In particolare quelle d’annata, per le quali il
candidato premier del Pd ha promesso, a partire da luglio, un
aumento di 400 euro l’anno (agli over 65) fino a 25mila euro e
100 euro tra i 25 e i 55mila euro. Dubbi e perplessità sulle
coperture di spesa arrivano anche da alcuni economisti, che di
fatto hanno il sapore di una bocciatura tecnica.

Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, plaude all’iniziativa
di Veltroni. “E’ bene che la campagna elettorale si occupi dei
problemi concreti delle persone – dice Epifani – la leva fiscale
è lo strumento giusto per intervenire”. Da corso d’Italia si
registra anche la posizione di Morena Piccinini, segretario
confederale con delega per la previdenza.

Secondo la sindacalista della Cgil, aumentare il potere
d’acquisto dei redditi da pensione è un “problema reale”.
Tuttavia, “come si trovino poi i soldi” per realizzare questo
intervento resta “tutto un mistero”, osserva Piccinini. In ogni
caso c’è una cosa che “mi inquieta – aggiunge – quando si dice
che le pensioni future, quelle cioè che nasceranno con il sistema
contributivo, non dovranno avere incorporato quell’1,5% di Pil
presunto. Su questo non sono assolutamente d’accordo. Già le
pensioni contributive nasceranno più basse rispetto alle altre.
Pensare oggi di penalizzarle ulteriormente è inaccettabile”.

Per la Cisl, gli aspetti più importanti della proposta del Pd
sono due: pensioni come salari differiti e aumenti da legare
all’andamento economico nazionale. “E tanto meglio se, per
stabilire questi aumenti, si considerasse la massa salariale e
retributiva quale base di riferimento”, commenta il segretario
nazionale dei pensionati della Cisl, Girolamo Minardi. “L’aumento
delle pensioni – sostiene invece il segretario confederale della
Uil, Domenico Proietti – deve avvenire seguendo la strada
innovativa già avviata per l’aumento delle pensioni basse con il
protocollo dello scorso 23 luglio: rivalutando in maniera
significativa gli anni e l’entità dei contributi versati”.

Di tutt’altro tenore è il giudizio degli esperti. Per Elsa
Fornero, componente del nucleo di valutazione della spesa
pensionistica del ministero del Lavoro, l’intervento che punta ad
aumentare le pensioni più basse è una misura di
“redistribuzione”. Ma il Pd non dice dove prenderà le risorse.
Mentre “è fumosa e un po’ imprudente” l’idea di cambiare il
meccanismo di indicizzazione delle pensioni legandolo alla
crescita del Paese, a maggior ragione in un periodo di
congiuntura economica negativa.

Una bocciatura sulla proposta di aumentare entro il primo luglio
le pensioni fino a 55mila euro arriva anche dell’economista Tito
Boeri, docente della ‘Bocconi’ e co-fondatore del sito
‘Lavoce.info’, secondo il quale si è “nella solita logica degli
interventi estemporanei”. Boeri promuove invece l’idea di
cambiare il meccanismo di indicizzazione delle pensioni, così da
“rendere i pensionati più partecipi della situazione economica
del Paese”.

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