Per il decalogo di Veltroni il tempo è scaduto
24 Luglio 2007
di Redazione
Le più importanti riforme proposte da Walter Veltroni nel
suo decalogo pubblicato dal Corriere della Sera sono quelle di natura costituzionale: il superamento del bicameralismo perfetto, assegnando alla
Camera la titolarità dell’indirizzo politico, della fiducia al governo e della
funzione legislativa e facendo del Senato la sede di collaborazione tra Stato e
autonomie; la riduzione del numero dei parlamentari, il deciso rafforzamento
della figura del Presidente del Consiglio.
Guarda caso si tratta degli stessi obiettivi di fondo
perseguiti dalla riforma costituzionale approvata la scorsa legislatura dalla
Casa delle libertà e bocciata poi nel referendum del 25 giugno dell’anno scorso,
a seguito della forsennata campagna di demonizzazione condotta dal
centrosinistra (secondo la quale la riforma realizzava “una dittatura del
premier” e “spaccava il Paese” quando invece “poneva rimedio ai guasti per
l’unità nazionale prodotti dallo sgangherato federalismo del titolo V approvato
dal centrosinistra”, come riconobbe il professor Augusto Barbera).
Quella riforma aveva certamente una serie di limiti tecnici,
ma la sua entrata in vigore non era immediata ma differita alla prossima
legislatura. Pertanto, se fosse stata approvata e se fossero stati acquisiti gli
obiettivi riformatori di fondo, vi sarebbe stato tutto il tempo per emendarla tecnicamente
in modo bipartisan nel corso della presente legislatura, giungendo finalmente
ad una riforma costituzionale condivisa, con la legittimazione reciproca degli
schieramenti. E’ stata invece persa una grande occasione riformatrice, forse
irripetibile per molti anni a venire. E’ infatti impensabile che l’Assemblea di
Palazzo Madama eletta lo scorso anno, caratterizzata da equilibri politici così
precari, possa accettare una trasformazione e riduzione dei propri poteri come
quella contenuta nella riforma della CdL e nel decalogo veltroniano.
Rispetto al quale, pertanto, c’è solo da chiedere: ma dove
stava Veltroni il 25 giugno dell’anno scorso ? Perché non ha proposto allora il
suo decalogo riconoscendo gli aspetti positivi della riforma della CdL?
Peppino Calderisi
