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Pescara. Facevano pagare per falsi permessi di soggiorno, 3 arresti

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Procuravano, dietro pagamento di cifre che oscillavano tra i tre e i quattromila euro, falsi documenti di lavoro ad immigrati irregolari per far ottenere loro permessi di soggiorno. Per questo motivo la Squadra mobile di Pescara, con la collaborazione di quella di Roma, ha eseguito un'ordinanza cautelare nei confronti di un gruppo di persone, accusate di falso in atto pubblico e fabbricazione e possesso di documenti falsi.

In tre sono finiti agli arresti domiciliari: si tratta di Giuseppe Zara, 66 anni, di Ardea (Roma), Simona Molini, 37 anni, di Albano Laziale (Roma), e Giuseppe Formica, 64 anni, di Roma. Sono invece in corso le ricerche di un quarto uomo, G. P., sessantenne di Montesilvano (Pescara), destinatario di un obbligo di dimora, che si è reso irreperibile. Le indagini sono iniziate a maggio quando, allo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura, è risultato che un pescarese aveva inoltrato domanda di regolarizzazione in favore di un cittadino egiziano. In quell'occasione l'uomo ha affermato di non aver mai richiesto alcuna assunzione, ed è così emerso che la fotocopia della carta d'identità, pur riportando i suoi dati anagrafici, presentava la foto di un'altra persona. A quel punto sono scattati i dovuti accertamenti ed è stata scoperta una seconda pratica sospetta.

L'attività investigativa ha permesso di accertare l'esistenza di un vero e proprio «sodalizio criminale dedito al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina», in cui il montesilvanese ricercato svolgeva il ruolo di referente in provincia di Pescara. L'ordinanza cautelare è stata emessa dal Gip Gianluca Sarandrea su richiesta del pm Salvatore Campochiaro. Ulteriori indagini sono in corso per verificare se gli indagati abbiano inoltrato altre false istanze.

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