Petrolio. Eni annuncia lo stop alla produzione in Libia
10 Marzo 2011
di Redazione
La crisi libica si ripercuote sul mercato europeo. L’allarme è stato fatto scattare dall’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, che rispondendo alle domande degli analisti finanziari sull’attività della società nel Paese nordafricano ha specificato che l’azienda potrebbe fermare la produzione di petrolio in Libia entro pochi giorni.
Scaroni ha anche spiegato che l’Eni potrebbe considerare l’opportunità di vendere Snam Rete Gas con un premio e solo nel caso di un compratore gradito al governo.
Intanto le banche centrali di tutto il mondo sono pronte ad attivarsi affinché si scongiuri un eccessivo aumento dell’inflazione. Intervenendo a Basilea in veste di presidente del Global Economy Meeting il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, ha spiegato che "c’è unità d’intenti tra i banchieri centrali per continuare ad ancorare saldamente le aspettative di inflazione", precisando però che ciò non significa che tutti gli istituti prenderanno le stesse decisioni.
A differenza della Federal Reserve, che non ha indicato alcun cambiamento nella sua politica ultra-espansiva, la Bce ha annunciato la scorsa settimana che potrebbe aumentare i tassi d’interesse dell’eurozona già nel mese di aprile. "Naturalmente le tensioni osservate sul petrolio e l’energia stanno dando maggiore importanza a quanto affermato a gennaio. Quello che è chiaro è che, nelle economie emergenti, si vedono forti segni di minacce inflazionistiche".
