Piano Casa. Secondo il premier “riguarderà il 50% degli italiani”
25 Marzo 2009
di Redazione
Il presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, poco prima della conferenza stampa a Palazzo Chigi ha detto che l’uso del decreto, così come chiesto dalle regioni, è stato accantonato. Il provvedimento con il quale il governo approverà le misure per il rilancio dell’edilizia e dell’economia potrebbe essere o un disegno o piu’ probabilmente una legge quadro, alla quale faranno seguito leggi regionali.
"Abbiamo definito un percorso che prevede da subito un tavolo tecnico per una soluzione condivisa e che entrerà nel merito di tutte le misure e concluderà lavoro entro martedi’ prossimo; dopo ci sarà una nuova conferenza unificata per valutare il lavoro congiunto e anche lo strumento e merito". Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto, a proposito del piano straordinario sulla casa, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. Le misure, dunque, non saranno esaminate dal Cdm di venerdi’.
"Nessuna frenata, nessuna marcia indietro del governo", il provvedimento sulla casa riguarda: "quasi il 50% delle abitazioni, che sono monofamiliari o bifamiliari", ha spiegato ancora il presidente del Consiglio. "Dalle ultime notizie che abbiamo sono il 25-28% delle monofamiliari e il 13-15% le bifamiliari. Quindi il provvedimento – ha aggiunto il premier – riguarderà quasi il 50% delle famiglie italiane e non le ville come ho letto stamattina", ha poi continuato: "Si è parlato di sopraelevazioni, ma noi non vogliamo nulla di tutto questo, che fa parte di una economia da dopoguerra e che porterebbe a un disastro per quanto riguarda l’estetica delle case nelle nostre città".
Si tratterà invece di: "Un grande piano per la costruzione di nuove abitazioni per le giovani coppie e le famiglie in difficoltà" ha precisato il premier. Le misure sull’edilizia privata, ha detto infatti, "non sono il piano casa, ma riguardano un settore in particolare. E invece noi siamo consapevoli dell’esigenza di tante famiglie e di tanti giovani che si sposano e che non sono in grado di avere una casa. Come abbiamo promesso in campagna elettorale, d’accordo con le Regioni, noi abbiamo immaginato un progetto per la costruzione di abitazioni in tutti i capoluoghi di provincia". Secondo Berlusconi, si tratterà di un progetto "sul quale verranno mobilitate le Regioni, i comuni, il sistema bancario italiano e tutte le industrie delle costruzioni".
Il Cavliere si è soffermato infine tenuto a precisare: "Noi vogliamo lavorare in sintonia con le istituzioni locali". Per questo la discussione sul piano casa andrà avanti anche nel pomeriggio.
