Pil. Ocse stima crescita 1,2% nel primo trimestre e dello 0,5% nel secondo
07 Aprile 2010
di Redazione
Il Pil in Italia nel primo trimestre del 2010 dovrebbe crescere dell’1,2% (dato annualizzato, rispetto al trimestre precedente) e del +0,5% nel secondo trimestre dell’anno. Lo rende noto l’Ocse in un comunicato precisando che nel quarto trimestre del 2009 il Pil è in calo dell’1,3%, secondo le proiezioni contenute nell’"Interim assesment".
Le proiezioni dell’"Interim Assessment" sono peraltro corredate da un’ampia gamma di oscillazione: +/-1,4% nel primo trimestre e +/-1,6% nel secondo e seguono il -1,3% del quarto trimestre 2009. Secondo l’Ocse, il Pil Usa crescerà del 2,4% e del 2,3% rispettivamente, il Giappone di +1,1% e +2,3%, mentre in Germania al -0,4% del primo trimestre dovrebbe seguire un rimbalzo di +2,8%. Per la Francia le stime puntano a +2,3% e +1,7%, per la Gran Bretagna a +2% del primo trimestre a +3,1% nel secondo. Primo della classe il Canada con +6,2%, seguito da +4,5%. Per l’intero G7, la stima è di +1,9% nel primo trimestre e +2,3% nel secondo.
Secondo il quadro tracciato dall’Ocse, la crescita "probabilmente" rallenterà nella prima metà del 2010 nei principali Paesi industrializzati e vedrà comunque gli Usa continuare ad espandersi a un ritmo maggiore di area euro e Giappone. Per l’Organizzazione, la fragilità della ripresa, la debolezza del mercato del lavoro e possibili turbolenze sui mercati sottolineano "la necessità di essere cauti nel rimuovere le misure di sostegno" all’economia. Fermo restando l’imperativo di risanare i conti pubblici nel medio termine, il consolidamento "dovrebbe iniziare nel 2011, o prima dove necessario" ed essere graduale.
Le banche centrali hanno già iniziato a mettere le briglie all’eccezionale stimolo di liquidità iniettato durante la recessione, nota l’Ocse, indicando che "ulteriori iniziative in questo ambito dovranno essere guidate dalle condizioni finanziarie". Quanto alla politica dei tassi di interesse, la "normalizzazione dovrebbe essere effettuata a un ritmo che dipenderà dalla forza della ripresa nei singoli Paesi e dalle prospettive di inflazione oltre l’orizzonte delle proiezioni di medio termine".
Sul fronte della politica fiscale l’Organizzazione annota che il forte aumento del debito pubblico nell’area Ocse durante la recessione richiede "ambiziosi e ben comunicati programmi di risanamento nel medio termine in molti Paesi", ma il consolidamento dovrebbe iniziare nel 2011, salvo eccezioni, "per non ostacolare la ripresa". Quanto alla crescita, l’Ocse rileva che l’inverno estremamente rigido e la tempistica del nuovo anno lunare in Asia complicano la lettura degli indicatori economici.
Tuttavia, la previsione è che vari fattori freneranno la ripresa a breve termine. In particolare, verrà gradualmente meno il sostegno dal ciclo degli stock così come verranno ad esaurirsi alcune delle misure di stimolo fiscale. Oltre a questo, la domanda privata continuerà a risentire dalla lenta crescita del credito e dalla debolezza del mercato del lavoro. L’Ocse rileva che le condizioni finanziarie sono migliorate, nonostante le turbolenze provocate dai casi Dubai e Grecia. L’Organizzazione avverte d’altro canto che nonostante una migliore patrimonializzazione, le banche restano vulnerabili a perdite sui crediti ed esposte al rischio dei tassi di interesse.
Il quadro vede anche una stabilizzazione degli indici dei mercati del lavoro e la disoccupazione ha probabilmente già raggiunto il punto massimo negli Usa. Per contro l’aumento dei senza lavoro è stato più contenuto nell’area euro. Sul fronte dei prezzi, l’Organizzazione rileva che l’inflazione ha mostrato moderazione, laddove la fiacchezza dell’economia continua a frenare l’inflazione core. Le aspettative a breve termine su questo fronte, secondo l’Ocse, restano "relativamente vicine" agli obiettivi nell’area euro e in Giappone, mentre vi sono segnali contrastati per Usa e Gran Bretagna e vi sono pressioni al rialzo in Cina ed India esercitate dai prezzi dei generi alimentari.
Secondo le aspettative dell’Osce, però, il Pil degli Stati Uniti nella prima metà del 2010 crescerà più in fretta di quello delle tre principali economie dell’area euro (Italia, Francia e Germania) e di quello del Giappone. Secondo i dati diffusi oggi a Parigi dall’Ocse, il Pil americano nei primi due trimestri crescerà del 2,4% e 2,3%, mentre nell’insieme dei tre principali paesi euro la crescita sarà dello 0,9% e 1,9%.
La crescita delle principali economie industrializzate "sembra rallentare nella prima metà del 2010" e per questo è necessario mantenere "cautela nel rimuovere le politiche di sostegno" alle economie. È quanto si legge nell’"Interim assessment" pubblicato dall’Ocse. "Nonostante alcuni segnali incoraggianti la fragilità della ripresa economica, un mercato del lavoro fragile e possibili turbolenze sui mercati finanziari sottolineano la necessità di essere cauti nel rimuovere le misure di sostegno", spiega l’Organizzazione dei paesi più industrializzati nel suo documento. Resta la necessità – avverte l’Ocse – di risanare i conti pubblici e di attuare "programmi di consolidamento nel medio termine" in molti Paesi, anche se "il consolidamento" dei conti "dovrebbe partire nel 2011, o prima dove necessario, ed essere graduale per non minare la ripresa".
