Pisapia e Vendola contro Alfano che difende la legge

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Pisapia e Vendola contro Alfano che difende la legge

19 Febbraio 2015

Dopo la decisione del prefetto di Milano di far annullare le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero, il sindaco Pisapia e Nichi Vendola tornano ad attaccare il ministro Alfano, reo di aver fatto rispettare la legge. La sinistra chiede ai parlamentari una “mozione di censura” contro Alfano, strizzando l’occhio alla Ue e al parlamento europeo, che sulla base di provvedimenti del genere prevede le dimissioni dei membri della Commissione.

Peccato però che proprio l’Europa riservi la materia del diritto di famiglia alla competenza esclusiva degli Stati membri e che in Italia, sulla base delle nostre leggi, i matrimoni gay non sono previsti. Alfano, dunque, si è limitato a far rispettare la legge e la sovranità italiana in ambito europeo, come ha ricordato Rocco Buttiglione.

Secondo Pisapia, Alfano “si ostina a difendere ideologicamente una posizione illegittima, ancorata al passato e non aderente alla realtà della società di oggi”, ma la vera discriminazione la stanno facendo proprio il sindaco di Milano e il leader di SeL, “una discriminazione delle leggi”, dice l’on. Pagano di Area Popolare, “per cui la nostra Costituzione può essere strattonata a piacimento e al proprio uso e consumo esclusivo”.

Secondo Pagano, “è fuori dal mondo che lo stesso Pisapia, in qualità di sindaco inviti i parlamentari ‘che credono nel rispetto delle leggi’ (sic!) a presentare una mozione di censura contro il ministro dell’Interno che proprio quelle leggi fa rispettare”.

Una nuova legge sui matrimoni gay non la fanno i sindaci o i governatori di Regione, che subito si sono appellati ai giudici. Alfano difende le competenze del Parlamento e dello Stato italiano.  “I sindaci che protestano contro Alfano provino a immaginare quale sarebbe la loro reazione se in Italia ci fosse una legge che prescrive la trascrizione dei matrimoni gay ed alcuni sindaci si rifiutassero di applicarla,” sottolinea Buttiglione. “La difesa della legge e la certezza del diritto sono una garanzia del bene comune di tutto il popolo italiano”.

Sulla vicenda interviene anche il senatore Aldo Di Biagio, “Nessuno dice che il tema non debba essere affrontato legislativamente nelle sedi opportune, ma scaricare le responsabilità sul ministro Alfano per aver solo applicato la legge vigente è strumentale e demagogico. È quanto mai singolare un atteggiamento per cui ci si sostituisce al legislatore per questa tematica specifica, quando per altre questioni non meno importanti, riguardanti i cittadini, si dichiari la propria impotenza di fronte a presunti vincoli amministrativi”.

"Ne risulta”, conclude Di Biagio, “una certa incoerenza di atteggiamento e di impegno, dalla quale si ha l’impressione che parte di alcuni sindaci si voglia nascondere dietro a questo caso, per colmare il vuoto delle loro politiche amministrative".