Pompei. Bondi: “Mozione di sfiducia sarebbe onta per chi la presentasse”

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Pompei. Bondi: “Mozione di sfiducia sarebbe onta per chi la presentasse”

11 Novembre 2010

"Un’ eventuale mozione di sfiducia sarebbe un’onta non per me ma per chi la presentasse". Lo ha detto il ministro Bondi durante la sua informativa al senato.

"Come ho detto alla Camera – ha proseguito – se avessi avuto responsabilità mi sarei subito dimesso. Ma dobbiamo riconoscere con senso di responsabilità che i problemi di Pompei si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito finora a risolverli e a impostare una strategia efficace. Comodo addossare a me tutte le responsabilità o al governo accusandolo di tagliare i fondi alla cultura". Nel sottofondo un forte mormorare di protesta con Luigi Lusi del pd che interrompe per protestare. Interviene Nania che presiede la seduta: "fatelo parlare!".

"Nel 2001 quando era ministro Giovanna Melandri – ha aggiunto – crollarono a Roma un pezzo delle mura aureliane e una parte della Domus Aurea. Nessuno allora chiese le sue dimissioni. Se devo saltare su una mina come dice D’urso per far esplodere le contraddizioni di questa maggioranza, la cultura non c’entra".

"A Pompei è crollata solo una parte dell’edificio della Domus dei gladiatori, quella che è stata restaurata negli anni ’50. Il crollo di un edificio per quanto grave sia, per quanto sia grande il suo valore simbolico, non può cancellare il lavoro fatto. Chi pensa che in una città così antica non possano esserci problemi non ha senso della realtà" ha detto ancora il ministro. "La parte con le decorazioni affrescate della Domus dei gladiatori – ha aggiunto – si ritiene possa essere recuperata".

"Purtroppo non si possono escludere altri crolli" ha ripetuto Bondi. "Napolitano ha chiesto che si spiegasse senza ipocrisie e io lo farò". Intanto, ribadisce, la mancanza dei fondi non è il problema, "forse se lo dicessi potrei accampare meriti. ma questo per me è il momento della serietà e della responsabilità. Non scarico responsabilita".

Problema vero a Pompei "non è mancanza di risorse è di investire al meglio le risorse esistenti" ha detto ancora Bondi. "La colpa non è dei soprintendenti, che sono bravissimi, ma la loro missione principale è la tutela. L’unico modo per affrontare alla radice il problema di Pompei è lasciare ai soprintendenti la tutela, la gestione a nuove figure professionali". È per questo, ribadisce, che si sta lavorando per fare di Pompei "una fondazione e al ministero si stanno predisponendo linee guida. Soprintendenti e manager devono lavorare insieme".