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Quagliariello (Fi): i Dl? O in piazza o per i Dico

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O in piazza, oppure con i Dico. Gaetano Quagliariello (Fi) non usa mezzi termini per condannare l'operato dei Dl in relazione alle unioni di fatto: "Lo stesso giorno a poche ore di distanza - si legge in una nota del senatore - il congresso della Margherita ha approvato due ordini del giorno: uno a favore della partecipazione al family day e un altro per ribadire l'appoggio ai cosiddetti Dico".
"La circostanza permetterebbe di maramaldeggiare - continua il senatore - Se non lo si fa è per la considerazione del problema serissimo che essa pone e che riguarda sia l'identità dei cosiddetti cattolici democratici sia la loro collocazione nel futuro Partito Democratico. Perché, se la nozione di "progressismo sociale" consentiva una facile sintesi tra la sinistra e una parte del mondo cattolico, quando si passa al "progressismo etico-antropologico" i dubbi divengono grandi, se non insuperabili. Siamo consci di questa difficoltà e, da avversari, la rispettiamo. Essa però non può risolversi con un gioco delle tre carte a scapito della serietà di tutti". Il family day, spiega ancora il sentaore, "è nato contro i Dico. Non è una manifestazione contro il governo ma certamente è contro quella sciagurata normativa. Lo attesta la sua genesi, lo attesta a chiare lettere il manifesto dei promotori: o si va in piazza o si è per i Dico. Questa alternativa deve valere per tutti, anche per la Margherita. In caso contrario - conclude Quagliariello - quello che i promotori hanno definito un "convenire festoso" si trasformerebbe in un inutile happening al quale ognuno sarà autorizzato a partecipare con la propria particolare idea di famiglia. Mi auguro che i promotori dell'iniziativa e gli stessi teo-dem, per evitare una deriva che farebbe perdere ogni senso a quella giornata, facciano sentire presto la loro voce".

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