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L'intervento del Presidente dei Senatori di Ncd

Quegli elementi irrinunciabili per cambiare l’Italia in mille giorni

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Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell'intervento del capogruppo Ncd al Senato, Maurizio Sacconi, sull'informativa del presidente del Consiglio Matteo Renzi sul programma del mille giorni.

Signor presidente del Consiglio,

abbiamo sinceramente apprezzato le linee di impegno a cambiare l'Italia nei mille giorni che sono di fronte a noi che lei ha illustrato a nome del governo di coalizione che presiede. Coalizione anomala, certamente,  ma la cui anomalia si rivela felice ogniqualvolta fa convergere culture politiche diverse sui molti elementi di discontinuità che servono alla nazione per una nuova stagione di sviluppo umano.

I suoi richiami specifici, con particolare riguardo al lavoro e alla giustizia, temi straordinariamente sensibili nella particolare storia politica dell'Italia postbellica, ci confortano ed incoraggiano a proseguire nella faticosa scelta che abbiamo compiuto nel superiore interesse della nazione. Non è difficile immaginare se quelle considerazioni Le sarebbero state consentite da una coalizione della sinistra unita, unita necessariamente nella conservazione delle molte anomalie che essa stessa ha storicamente concorso a produrre e che oggi insieme vogliamo rimuovere.

Il Nuovo Centrodestra, come lei sa, nasce dal pensiero forte dei principi della tradizione nazionale e della connessa convinzione che lo sviluppo sia la conseguenza del diffuso agire delle persone e non dello Stato, cui competono funzioni essenziali minimamente gestite in termini di spese, di tasse e di regole. Questo pensiero ci conduce a ribadire i seguenti elementi irrinunciabili affinché il cambiamento degli strumenti pubblici sia sostanziale e la conservazione dei principi di sempre sia garantita. Non il contrario come altri vorrebbero.

Primo. Il mercato del lavoro è non a caso in testa alle considerazioni per l'Italia  del Fondo monetario, dell'Ocse, della Banca centrale europea, della Commissione europea. E nella sua riforma noi le chiediamo coerenza con le sue coraggiose affermazioni di oggi e dei giorni scorsi. Si trasformi finalmente lo Statuto dei lavoratori in un nuovo testo unico semplificato ove il contratto tipico a tempo indeterminato sia più conveniente per tutti i  datori di lavoro e quindi anche per i molti disoccupati o precari. Se permangono resistenze, noi siamo con Lei  per fare un decreto legge perché non possiamo né attendere passivamente ne' fallire l'obiettivo della maggiore occupazione che le buone regole concorrono a produrre.

Secondo. La giustizia diventa giusta se tempestiva nei tempi, prevedibile e rispettosa dei diritti della difesa nei modi, mediaticamente riservata, responsabile degli errori manifesti. Lei ha usato parole forti e chiare a proposito dello Stato di diritto, parole nuove a sinistra che condividiamo appieno!

Terzo. L'esercizio delle deleghe di riordino del sistema tributario deve corrispondere per noi a due obiettivi: la difesa del contribuente dall'azione imponderabile dell'amministrazione ed una tassazione più equa per la famiglia che si allarga e possiede la casa come per l'impresa che cresce ed assume.

Quarto. Le leggi di stabilità hanno il primario compito di tagliare spese e tasse rispettando quegli impegni che l'Unione può peraltro tarare sulla contestualità delle riforme strutturali. Il taglio delle spese, dopo l'uso insistito del criterio lineare, può ora realizzarsi solo secondo costi e fabbisogni standard per le grandi aree operative e secondo prezzi di riferimento per gli acquisti. Il Nuovo Centrodestra ha voluto questi criteri nella Carta costituzionale e la invita quindi ad applicarli con fermezza, come è già accaduto per il Patto della salute, anche ora alle municipalità e al grande buco nero delle aziende dei servizi pubblici locali.

Quinto. La riforma delle Pubbliche amministrazioni manca di un elemento essenziale perché in esse ciascuno sia indotto a far di conto, manca di quella contabilità economica per centri di costo che, pur conciliata con la tradizionale contabilità finanziaria, e' la base su cui costruire obiettivi e controllo dei risultati.

Sesto. Nei mille giorni condividiamo la possibilità di provvedimenti che corrispondano alle nuove esigenze emerse nei comportamenti civili ma con alcuni paletti per noi non negoziabili: il matrimonio - con le sue provvidenze - è della sola coppia naturale, i diritti dei minori ad una crescita nella diversità genitoriale vengono prima dei desideri degli adulti, il traffico di ogni elemento umano, dal sangue agli organi agli ovociti, deve essere bandito, il Servizio sanitario nazionale deve rimanere istituzionalmente orientato alla vita mai alla morte.

Ultimo ma non ultimo: vogliamo crescere nella sicurezza! Anzi, sappiamo  che la sicurezza è condizione per la stessa crescita. Signor Presidente del Consiglio prosegua a questo proposito lungo la via già intrapresa in questi mesi: visione paneuropea e occidentale, pugno di ferro contro il crimine organizzato ed il terrorismo internazionale, umanità verso chi fugge dai conflitti e dalle persecuzioni, difesa europea di ogni confine.

Cornice necessaria di ogni politica pubblica è ovviamente anche per noi la riforma dello Stato, a partire dalla sua Carta fondamentale, dai suoi processi decisionali, dalla sua stessa base democratica. Non siamo stati certo timidi nel percorso riformatore  perché dopo trent'anni avvertivamo essere in gioco la ricostruzione del rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni. Ma ora la riforma prescelta per il Senato concentra inevitabilmente sulla Camera dei deputati le funzioni della compiuta rappresentanza del popolo italiano e della autosufficienza della maggioranza di governo.

D'accordo quindi sui criteri che Lei ha richiamato, sul secondo come sul primo, perché la nuova legge elettorale non può essere disegnata sui desideri di un solo attore politico ma nemmeno su quelli di due. E la stessa ricostruzione del centrodestra italiano avrà nella condivisione delle regole basiche della rappresentanza democratica una insopprimibile precondizione.

Signor Presidente, grazie per gli impegni espliciti ed inequivoci che ha assunto e per la direzione di marcia che ha indicato. Per questo sentitamente e con gli impegni che ne conseguono le auguriamo buon lavoro.

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