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Quella che si combatte in Gran Bretagna è una “Guerra d’inciviltà”

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Il British National Party utilizza la paura generata dall’islamismo per creare consenso intorno alle sue posizioni razziste. Prima di condannare, la classe politica farebbe bene a unirsi alla lotta contro il fascismo islamico. L’agitazione attorno alla partecipazione del leader del British National Party, Nick Griffin, al programma tv della BBC “Question Time”, è stata il classico caso in cui, per così dire, non si riesce a vedere qual è l’elefante nella stanza. Grazie all’antica fissazione secondo cui l’estrema destra è il male assoluto della vita pubblica inglese, la classe politica tradizionale non ha afferrato che il nocciolo della questione non è la rifrittura di ciarpami neonazisti. C’è un altro tipo di fascismo in marcia, ancora più letale, che avanza sotto le sembianze della supremazia islamica.

Gli islamisti, o “jihadisti”, stanno portando avanti un’azione volta a spazzar via le libertà individuali con l’imposizione di un regime di sottomissione a un dogma religioso che cancella i valori britannici e, più in generale, occidentali. In questo momento, questi due distinti fascismi si stanno combattendo, coinvolgendo nell’urto la classe lavoratrice bianca e le classi basse e medie. Di qui la rabbia di tanta gente, che si considera la vittima ignorata dei jihadisti e, per reazione, si getta tra le braccia del BNP. Ci sono, ovviamente, altri fattori che danno forza al BNP. In generale, strati sempre più vasti delle fasce più deboli della società si sentono ignorati dai maggiori partiti, che non si curerebbero dei loro problemi più urgenti. La maggior parte di queste inquietudini riguarda l’identità nazionale: immigrazione fuori controllo, multiculturalismo, abdicazione all’indipendenza legislativa nazionale in favore dell’Unione europea. La questione più irritante di tutte, tuttavia, è il pericolo rappresentato dall’islamismo, e la preoccupazione di tanti elettori bianchi che l’establishment politico accetti supinamente la progressiva islamizzazione della Gran Bretagna.

Tutto intorno a loro, vedono tale establishment rispondere alle prepotenze degli islamici con atti di conciliazione. I jihadisti sfilano per le strade proclamando che decapiteranno gli infedeli, e la polizia si scaglia contro i bianchi che protestano. I principali partiti sembrano pietrificati quando si tratta di islamismo: mai una parola, anche solo di analisi, sulla crescente espansione dell’Islam negli spazi pubblici inglesi, o sul problema, strettamente collegato, dell’immigrazione di massa. Così, al BNP è stato fornito uno straordinario vantaggio elettorale: può dire ai cittadini che è il solo partito pronto a combattere senza ambiguità tutte queste cose. L’ascesa del suo leader, Nick Griffin, è strettamente legata all’avanzata al di fuori di ogni controllo dell’islamismo in Gran Bretagna. Il BNP è, in un certo senso, l’altra faccia della medaglia del jihadismo.

E’ significativo che Griffin sia stato eletto al Parlamento europeo nella circoscrizione dell’Inghilterra nord-occidentale, ossia al di fuori del collegio dove il National Front ha, tradizionalmente, la sua base elettorale, ossia nei sobborghi di Londra. Il nuovo fascino del suo partito, in effetti, fa presa su un’altra realtà geografica: il nord-ovest e lo Yorkshire. Una ricerca condotta dall’università di Manchester mostra che il BNP ha notevole successo in particolare nelle aree dove alta è la concentrazione di pakistani e bengalesi; ma, si badi, non in quelle aree dove vivono tanti indiani. Ed è sorprendente che il BNP abbia perduto molti consensi nella aree in cui si concentrano africani e caraibici. E’ dunque evidente che dare del razzista al BNP è mancare il bersaglio di un chilometro. Non che l’accusa non sia vera: nonostante il tentativo di riciclarsi, il BNP resta un partito razzista con una forte venatura neonazista. Però quello che gli porta voti sono le grandi questioni incentrate su religione e cultura. In definitiva, il BNP sta cinicamente utilizzando l’islamizzazione della Gran Bretagna come travestimento del suo odio verso i musulmani e la gente di colore.

Ci sono molti musulmani britannici, assolutamente pacifici, che vogliono godere dei benefici di una società laica rispettosa dei diritti umani e che si ritrovano ad essere in prima fila tra le vittime potenziali dell’islamismo e della legge della Sharia. Ma il BNP sembra non curarsi di distinguere. Non odia semplicemente i jihadisti, bensì tutti i musulmani; in effetti, si è fatto forte delle vaste preoccupazioni suscitate dall’estremismo islamico per portare avanti una campagna che non distingue tra pakistani e musulmani. Le paure su cui fa leva il BNP sono quelle dell’uomo della strada inglese che si ritrova a vivere in zone ad alta densità d’immigrazione musulmana, e che ha assistito alla trasformazione del suo quartiere da una comunità composta da gente come lui in una realtà estranea. I voti di cui il BNP va a caccia sono quelli delle persone disorientate, e scoraggiate non solo dall’impressione che nessuna istituzione sembra darsi pensiero delle loro angustie, ma anche dal fatto che quando esprimono tali angustie vengono tacciati di razzismo.

E’ questa asimmetria ad aiutare il BNP. Coloro che sembravano rischiare un colpo apoplettico di fronte all’apparizione in tv di Griffin sono gli stessi che giudicano un’esagerazione dire che il jihadismo è un problema; e, in qualche caso, sono addirittura quelli che marciano dietro le insegne dell’odio jihadista. Non si vede alcuna indignazione quando i media danno voce e spazio ai fanatici della Fratellanza musulmana, ai sostenitori di Hamas o ai jihadisti fio-iraniani, anche se approvano il terrorismo e la soppressione dei diritti umani. La società liberale non può vederli come un pericolo perché, dato che il pensiero dominante sposa il multiculturalismo e il relativismo morale, le minoranze non possono essere considerate depositarie di ideali negativi. Solo l’estrema destra, così pare, può permettersi di essere “razzista”. Però non è difficile dimostrare che l’islamismo è un pericolo concreto e immediato non soltanto per la democrazia, ma anche per gruppi quali le donne, gli omosessuali, gli ebrei, gli atei e i musulmani liberali. Eppure i liberali sembrano riconoscere il fascismo solo se presenta una faccia bianca.

Per coloro che vivono in basso, al di fuori della bolla del benessere o lontani dalle ideologie, il volto dell’intolleranza è anche troppo facile da riconoscere. Possono vedere le chiese della Gran Bretagna venir rimpiazzate dalle moschee, non riescono più a trovare un macellaio in zona che venda maiale, sono regolarmente intimiditi da gruppi di giovani che prendono possesso di un pezzo di città e la dichiarano “zona musulmana”. Non hanno alcun dubbio sul fatto che stanno assistendo alla conquista della loro nazione e della loro civiltà. Storie che non riscuotono molta attenzione da parte dei media – ad esempio i parroci della zona est di Londra che, dopo essere stati malmenati da giovani musulmani, protestano per le aggressioni di matrice culturale e religiosa, oppure i consigli comunali che rivedono i piani regolatori per dare spazio a madrasse e moschee; entrambi i fatti sono stati ignorati dai mezzi d’informazione e dalla classe politica – appaiono ben più importanti ai cacciatori di voti del BNP. (Fine della prima puntata, continua...)

Tratto da The Spectator

Traduzione di Enrico De Simone

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17 COMMENTS

  1. Allarmismi teo-democratici
    Senta Mrs. Phillips, io vivo in un Paese disseminato di Madrasse e Moschee (cattoliche) che devo finanziare coattamente. Sono ingannato da una Carta Costituzionale che, descrivendo il mio Paese come repubblicano, democratico e fondato sul Lavoro non lo ha sottratto a un regime concordatario e clericale. Io condivido la Sua preoccupazione per l’esistenza e l’azione degli jihadisti islamici e spero che lei abbia condiviso la mia già esistente proccupazione per la presenza e l’azione del fondamentalismo cattolico. Qualora invece Lei fosse tra coloro che considerano il fondamentalismo indigeno un fatto culturale e il fondamentalismo esotico un fatto criminale, abbia pazienza e, consultando insieme qualche testo di storia, mi spieghi perché dovrei considerarmi preoccupato spettatore della conquista della mia nazione e mia civiltà. Nel mondo libero girano troppi bandi di arruolamento nell’esercito dei difensori della tradizione e perciò sarebbe meglio, io credo, preoccuparsi per il fatto che la fine delle ideologie ha corrisposto con la ripresa delle teologie.

  2. un vecchio-nuovo pericolo per gli inglesi bianchi?
    si tratta di un problema che gli europei occidentali non sono in grado di risolvere perchè sono avvelenati da ideologie che chiamano Valori, di cui gli islamici estremisti-fondamentalisti si fan beffe, e che non ci metteranno al sicuro dall’islamizzazione della società e dico: ce la siamo voluta?

  3. Relativismo accecante
    Distinto Esatau,
    il suo relativismo è allarmante, oggi lei può esprimere pienamente le sue idee grazie alla cultura che l’occidente, e solo l’occidente ha generato e diffuso, ma volutamente lo ignora completamente. E’ stata una creazione lunga e difficile, con tanti errori e tanti successi, ed è certo che l’attuale cultura occidentale sia tutt’altro che perfetta, ma è sicuramente il meglio che l’Uomo attualmente ha. Detto questo segue che è anche certo che esistono vari gradi di civiltà dove ogni singola persona è in grado e può vivere in modo diverso. E’ proprio questo modo di vivere, questo “way of life”, come raggiungimento del bene individuale, su cui si devono basare le nostre considerazioni principali. Sarebbe interessante poter far fare ai così detti relativisti culturali una lunga esperienza, nella posizione del “povero palla qualsiasi”, all’interno di culture reppressive, illiberali, antidemocrariche, antiegualitarie, intolleranti, razziste, sessiste, oppressive, etc… e poi “vedere l’effetto che fa”.
    Quindi non è una questione di civiltà occidentale od orientale, cristiana od islamica, civiltà che possono e devono convivere ed accettarsi, è una questione di una civiltà che deve andare nella direzione di più giustizia, più tolleranza, più libertà così da garantire più pace.
    Ad uno come a tutti.

  4. La gente in Usa protestando
    La gente in Usa protestando contro Obama esibiva macabri cartelli invocanti la sua morte o omicidio, oppure che lo ritraggono con le sembianze di una scimmia.Nessuno si è scandalizzato. Da noi basta un insulto per esser definiti “terroristi”.Così con l’Islam:si usa l’ignoranza della gente per abbattersi contro il nemico dalla pelle e abitudini diverse,uno schema da trogloditi. Infatti certa gentaglia chiama “jihadisti” i musulmani in generale, e chiama “invasione liberticida” ogni giusto segno di integrazione. Così però verranno soppiantati, perché quando la maggioranza degli europei sarà musulmana (tra 50-80 anni), si potrà pregare in moschea come in chiesa, rivolgersi a banche islamiche o nostrane, rivolgersi al diritto islamico o al nostro…insomma, avremo più scelta e saremo più liberi, in barba ai fascistoni razzisti che predicano la divisione tra i popoli! Islam conviverà pacificamente con noi in Europa…

  5. Quanta paura dell’Islam? Non
    Quanta paura dell’Islam? Non piace essere invasi vero? Eppure lo abbiamo fatto e lo facciamo continuamente!Solo che noi usiamo le bombe, loro i bimbi. A Torino vediamo già molte coppie miste, scuole zeppe di stranieri, bimbi italiani che giocano con i musulmani, negozi etnici, mercati gestiti da stranieri, imprese e negozi gestiti da stranieri, turbanti e tuniche che sfilano accanto ai jeans e alle minigonne. Questo è il futuro, è un arricchimento. Non come fanno i retrogradi dei paesini dominati dalla lega che vorrebbero esser tutti uguali e parlar solo in dialetto. Io li recinterei quei paesini, se vogliono chiudersi solo tra loro!Invece il futuro è qui, ed è bellissimo! Un giorno, tra non molto, potremo scegliere tra banche islamiche e non, diritto islamico e non, moschee o chiese…e saremo più liberi e maturi, più avanti rispetto ad oggi, che siamo ancora intrisi di razzismi e divisioni.

  6. Avanti nazionalisti anti-immigrazione
    La solita propaganda neo-cons. Siete wilsoniani anti-nazionalisti. Teneteveli voi gli immigrati, avanti Griffin, avanti Strache, avanti Blocher, avanti Bossi… Comunque “l’Occidentale” ormai s’è capito da che parte pende, dalla parte dell’America e della nato sempre e comunque, anche in Kosovo contro la cristianità dalla parte dell’Uçk. Io che sto dalla parte dell’Europa dei popoli e delle patrie innanzitutto, lo trovo disgustoso.

  7. Teo far west
    Illustre m_bacc, la prego di non mettere mano al revolver del relativismo ad ogni stormir di fronda. Lasci stare, che per nostra comune fortuna non siamo nel ‘600 e perciò dovremmo riuscire, proprio grazie alla (successiva) cultura occidentale da Lei citata, a non lanciare anatemi. Sono peraltro d’accordo con la sua descrizione della tribolata gestazione di questa nostra cultura e delle malattie che essa ha affrontato e superato, anche se forse io e lei non elencheremmo le medesime voci nei rispettivi elenchi degli errori ed in quelli dei successi. Sono altresì d’accordo con le sue conclusioni ed i suoi auspici, che condivido pienamente. Mi permetta solamente di dissentire dalla sua profilassi del “povero palla qualsiasi”, il cui protocollo, da lei efficacemente illustrato, contiene qualche assonanza di stile e di metodo propri di periodi oscuri dell’occidente. Credo quindi che la patente di relativismo accecante con cui lei mi omaggia, derivi dalla mia equiparazione del fondamentalismo cattolico, che è una nostra attuale patologia sociale, con il fondamentalismo islamico. E’ un suo diritto respingere questa mia equiparazione, ma le chiedo di farlo senza additare i relativisti come coloro che sputano nel piatto in cui mangiano. E’ pericoloso ed è antioccidentale.

  8. Antirazzismo + pericoloso del razzismo: ci fa accettare degrado
    Da più di 20 anni in altri paesi europei, da qualche anno da noi, i professionisti dell’antirazzismo (prevalentemente intellettuali di sinistra e qualche prete) cercano di mobilitarci contro il “razzismo”. Così è tutto un mobilitarsi nelle scuole, sin dalle elementari, e in manifestazioni istituzionali, contro l’oscuro fenomeno del razzismo. Oscuro anche perché non si vedono in giro i sostenitori dell’ineguaglianza delle razze e dei popoli (alcuni scienziati, politici e intellettuali nell’Ottocento e nel primo Novecento che attribuivano il sottosviluppo economico, tecnologico, scientifico di popoli e paesi alla loro inferiorità intellettuale e morale). Ci sono solo alcuni episodi di cronaca nera che vedono coinvolti giovani di diverse etnie, generalmente di bassa estrazione sociale, che i giornalisti pigri bollano come razzisti per il solo fatto che le presunte vittime siano di altra etnia: nella maggioranza dei casi, si scopre dopo, l’appartenenza etnica – razziale non c’entrava assolutamente nulla.
    Credo quindi che il vero oggetto degli “antirazzisti” non siano la ventina di giovani l’anno (su 63 milioni di residenti, 57,5 di italiani, 4,5 di stranieri, 1 milione di clandestini) coinvolti in deprecabili episodi di razzismo, quanto quelli che si battono pacificamente contro l’immigrazione massiccia. Accusandoli di razzismo, a pochi decenni dalle leggi razziali mussoliniane e dall’olocausto, li si seppellisce sotto un’accusa infamante; non basta, con l’accusa di non accettare il diverso, li si bolla come persone intolleranti e dal basso profilo culturale. L’intento è quello di distruggere preventivamente qualsiasi critica e qualsiasi resistenza pacifica all’immigrazione di massa.
    Il danno di questa immigrazione, anche in Italia, è enorme: quasi 6 milioni di persone in più in uno dei paesi a più alta densità mondiale di popolazione, e che non dispone di strutture e abitazioni adeguate nemmeno per i cittadini, non può che peggiorare la qualità della vita generale. I bio-etologi hanno dimostrato da tempo che il sovraffollamento fa aumentare l’aggressività. Se poi, come in Italia, non si è per 20 anni nemmeno tentato di fare un filtro alle frontiere, consentendo a chi volesse di insediarsi liberamente nel nostro paese, quindi anche a parassiti e a poco di buono, ce n’è abbastanza per giustificare la difficoltà della popolazione ad accettare i nuovi entrati. Non c’entra nulla la paura del diverso. Basta vedere nelle pagine delle cronache locali, soprattutto nei trafiletti, il numero di furti, aggressioni, rapine, spacci di droga, giri di prostituzione originati da stranieri per avere il quadro della situazione. Pasolini diceva che proprio nelle pagine di cronaca nera locale si vedeva un quadro reale del paese, non nelle prime pagine delle cronache politiche del Palazzo. Chi ha gli occhi foderati di prosciutto, o vive in tranquilli e benestanti quartieri residenziali, non se ne rende conto, fa l’illuminato predicatore dell’uguaglianza e dell’accoglienza e irride quelle che considera paure irrazionali (che sono in realtà fondate considerazioni di buon senso).
    In conclusione, l’unica immigrazione che può essere accettata è quella omeopatica, cioè in piccolissime dosi della stessa natura del corpo che la accoglie (quindi compatibile per i civili comportamenti, per cultura religione ecc.: questo è il motivo per cui gli immigrati filippini, lontani geneticamente da noi oltre che da lontano venuti, sono accettati, come anche i polacchi, mentre gli zingari venuti dai vicini Balcani, o i nord-africani non piacciono proprio). L’immigrazione allopatica, cioè in dosi massicce e di natura diversa dalla popolazione invasa, non può che generare reazioni allergiche che i dottorini negano o sottovalutano, non avendole provate di persona.
    Un augurio ai dottorini ad osservare la realtà invece di fare prediche. La sinistra ha perso le elezioni in Olanda, Germania, Danimarca, Svezia, Francia proprio perché ha negato il problema, ha detto agli operai, dai salotti, che dovevano accettare di convivere con i “diversi”. E gli operai hanno divorziato dagli intellettuali. Anche votando Le Pen e Griffin. Poco presentabili ma pacifici, non hanno mai sgozzato nessuno né messo bombe nelle stazioni.

  9. “odia l’aria che respira perché …” (François Furet)
    All’egregio Esatau che afferma “… fondamentalismo cattolico, che è una nostra attuale patologia sociale… “ e all’egregio Anonimo 28/12/09 12:32 che prevede “… quando la maggioranza degli europei sarà musulmana (tra 50-80 anni), si potrà pregare in moschea come in chiesa, rivolgersi a banche islamiche o nostrane, rivolgersi al diritto islamico o al nostro…insomma, avremo più scelta e saremo più liberi…”, da cristiano che non va in Chiesa (se si può dir così, pensando a Croce) posso dire che fortunatamente questa patologìa sociale e questa mancanza di scelta sono state già cancellate o sono in via di cancellazione in diversi Paesi (alla rinfusa alcuni, Indonesia, Arabia Saudita, Sudan, Afghanistan, Jemen, Somalia, Egitto – continui chi vuole – che brillano di lucente vivibilità intellettuale e dove prospera il multiculturalismo). Pare quindi buono e diversamente appropriato per entrambi gli interlocutori il suggerimento (profilassi?) e l’invito dell’egregio m_bacc relativo al “povero palla qualsiasi”, al quale mi associo con entusiasmo.

  10. Revolver a parte…
    L’idea che nel mondo di oggi il fondamentalismo islamico (col suo corredo di stragi, gole tagliate, sopraffazione e persecuzioni) si possa equiparare a quello cattolico (il cui peggior delitto è pigliarsi una percentuale risibile delle nostre tasse, che altrimenti andrebbe a ingrassare gli uscieri delle province) è in sé ridicola. Non ve la prendete, è ridicola. L’articolo inoltre parla del Regno Unito, per una volta, non dell’Italia. E lì, a quanto ci consta da questa e altre fonti, il problema legato all’aggressività della minoranza islamica è serio. A un lettore italiano la meditazione sulla presente situazione britannica può servire da memento: i prossimi siamo noi, e se ci pensiamo in tempo potremmo evitare l’incresciosa situazione di chi è costretto a scegliere fra un fascismo e l’altro.

  11. Comunismo islamico
    Trovo che ci sia piu’ coeranza paragonare l`islamismo al comunismo anziche’ al fasismo. Il fasismo nasce quando un Paese non ha le palle, la volonta’, la capacita’ di intendere quello che sta’ accadendo di pericoloso all`interno dei propri confini e di rapportarlo a quanto si sviluppa nel mondo. In questi casi per combattere un male ci vuole una forza opposta e contraria che si esaurisce al raggiungimento dello scopo. Si sa che ogni combettimento lascia sul terreno vittime anche innocenti e distruzioni terribili, ma quello che conta e’ che il male venga almeno vinto e respinto se non proprio distrutto! Ora il comunismo e’ il male assoluto, e’ il cancro dell`umanita’, e’ una religione del male, dell`uomo che che vuole predominare sul resto degli uomini per sottometterli, sfruttarli, instupidendoli, per tenerli buoni, con fantastiche idiozie.
    Ditemi ora se l`altra suprema religione del male, l`islamismo, non e’ la stessa cosa? I governi non si rendon conto di quanto accade? Benvengano queste forze, BNP, ed intervengano prima che sia troppo tardi! Al bando il filosofeggiare sul multiculturalismo, la nostra cultura e’ ricchissima e se mai ci vogliamo togliere lo sfizio di conoscere quella altrui, c`e’ internet. I veri razzisti poi son quelli che ospiti a casa nostra vogliono distruggere la nostra cultura e tradizioni millenarie per imporci l`oscuramento della civilta’

  12. Condivido in buona parte
    Condivido in buona parte questo articolo, specialmente quando si fa notare che è appunto l’incapacità dei principali partiti politici inglesi di affrontare problemi quali l’immigrazione di massa a favorire l’affermarsi e l’avanzata del BNP.
    La situazione britannica è poi assolutamente critica, nella speranza di tenere a bada le folte e temute comunità islamiche locali ed in nome del multiculturalismo le autorità hanno sistematicamente accolto ogni rivendicazione/pretesa fatta dalle associazioni islamiche, si è arrivati per esempio al punto di legittimare la poligamia cosicchè ora i mariti poligami possono tranquillamente ricevere assegni di mantenimento per ogni loro moglie precedentemente sposata in un paese in cui la poligamia è legale, per non parlare poi della creazione di un sistema giudiziario parallelo formato da regolari tribunali islamici che si occupano di cause civili basandosi sulla sharia.
    All’utente che qui sotto ha fatto poi l’assurda equiparazione tra il fondamentalismo cristiano e quello islamico dico che da ateo sono convinto che anche tralasciando il “discorso terrorismo” siano gli islamici molto più dei cattolici a mettere a rischio la laicità dell’Europa, presso i credenti musulmani infatti la fede è mediamente molto più viva e sentita che fra i secolarizzati cristiani, sono insomma tipicamente più conservatori e tradizionalisti, inoltre costoro poco afferrano mediamente il concetto di laicità e di separazione stato/religione per il semplice fatto che provengono per la maggior parte da paesi in cui è pressochè inesistente, basta solo ricordare per esempio le violente reazioni conseguite alla pubblicazione delle famigerate “vignette blasfeme” danesi di 3 anni fa, in quell’occasione anche gli esponenti ed intellettuali musulmani più moderati, pur condannando le violenze dei loro correligionari pretendevano infatti la censura delle vignette, insomma, visto che per loro è vietato raffigurare Maometto, si pretendeva la sottomissione di tutto il resto del mondo a questo tabù religioso, alla faccia della libertà d’espressione e di satira su questioni religiose…

    P.S. Esatau: ma poi tu hai mai visto qualche fondamentalista cristiano reagire con violenza e minacciare di morte Vauro dopo qualche sua vignetta blasfema?

  13. Patologie sociali
    Mi dispiace per il gentile vanni (e per Giorgio Israel), ma io amo l’aria che respiro e amo coloro che ci hanno permesso di respirarla; Che sono morti e che sono dimenticati (oppure traditi). Il gentile Yaniz ha ragione, l’articolo parla del Regno Unito non dell’Italia. Ma se lì il problema legato all’aggressività della minoranza islamica è al momento più serio che da noi, perché mai la meditazione di un lettore italiano sulla presente situazione britannica (che appunto può servire da memento) dovrebbe essere avulsa dalla condizione e dall’assetto propriamente italiano del contesto? Lei considera ridicola l’equiparazione del fondamentalismo cattolico con quello islamico. Forse a lei risulta che il fondamentalismo cattolico non possieda un know how simile a quello islamico. Però mi chiedo, ragionando alla maniera di Giorgio Israel, noi italiani (babyboomers e successivi) quale altra aria abbiamo mai respirato se non quella di un Paese istituzionalmente confessionalizzato? Io credo che la pericolosità di questo momento storico stia nell’equivalenza, che in Italia si vuole nuovamente fare prevalere, tra fondamentalismo istituzionalizzato e cultura. Con un simile presupposto è retorico domandarsi il che fare per evitare di essere costretti a scegliere tra un fascismo e l’altro.

  14. Condivido in buona parte
    Condivido in buona parte questo articolo, specialmente quando si fa notare che è appunto l’incapacità dei principali partiti politici inglesi di affrontare problemi quali l’immigrazione di massa a favorire l’affermarsi e l’avanzata del BNP.
    La situazione britannica è poi assolutamente critica, nella speranza di tenere a bada le folte e temute comunità islamiche locali ed in nome del multiculturalismo le autorità hanno sistematicamente accolto ogni rivendicazione/pretesa fatta dalle associazioni islamiche, si è arrivati per esempio al punto di legittimare la poligamia cosicchè ora i mariti poligami possono tranquillamente ricevere assegni di mantenimento per ogni loro moglie precedentemente sposata in un paese in cui la poligamia è legale, per non parlare poi della creazione di un sistema giudiziario parallelo formato da regolari tribunali islamici che si occupano di cause civili basandosi sulla sharia.
    All’utente che qui sotto ha fatto poi l’assurda equiparazione tra il fondamentalismo cristiano e quello islamico dico che da ateo sono convinto che anche tralasciando il “discorso terrorismo” siano gli islamici molto più dei cattolici a mettere a rischio la laicità dell’Europa, presso i credenti musulmani infatti la fede è mediamente molto più viva e sentita che fra i secolarizzati cristiani, sono insomma tipicamente più conservatori e tradizionalisti, inoltre costoro poco afferrano mediamente il concetto di laicità e di separazione stato/religione per il semplice fatto che provengono per la maggior parte da paesi in cui è pressochè inesistente, basta solo ricordare per esempio le violente reazioni conseguite alla pubblicazione delle famigerate “vignette blasfeme” danesi di 3 anni fa, in quell’occasione anche gli esponenti ed intellettuali musulmani più moderati, pur condannando le violenze dei loro correligionari pretendevano infatti la censura delle vignette, insomma, visto che per loro è vietato raffigurare Maometto, si pretendeva la sottomissione di tutto il resto del mondo a questo tabù religioso, alla faccia della libertà d’espressione e di satira su questioni religiose…

    P.S. Esatau: ma poi tu hai mai visto qualche fondamentalista cristiano reagire con violenza e minacciare di morte Vauro dopo qualche sua vignetta blasfema?

  15. Islamizzazione e governi
    Parte dell’analisi è condivisibile. Non è condivisibile il fatto che il BNP sia razzista. Di questo passo ogni partito che si contrappone all’islamizzazione oramai palese e dilagante dell’occidente viene bollato come tale. La mia opinione è che anche in quella frangia di islamici cosiddetti “assolutamente pacifici” ci siano elementi di cui sospettare. Più in generale, si tratta di una forma di colonizzazione e di una mentalità talmente subdola e doppia che è persino difficile comprendere quali siano i buoni e i cattivi. Ecco perché dovunque i mussulmani siano arrivati da tempo la gente li vuole cacciare via tutti senza eccezioni. Non è possibile capire chi è buono e chi è cattivo per cui teoricamente andrebbero mandati via tutti. Non è più questione di norme e leggi atte a bloccarne le azioni. Il fatto è che come si moltiplicano iniziano a modificare normative, creano gruppi di potere che pagano, corrompono nel tentativo di piegare i governi ai loro progetti per cui, l’opinione sempre più diffusa è che non debbano neppure stare in un dato territorio. La gente semplicemente non li vuole. Accade in Europa sempre più spesso, accade negli Usa dove ci sono organizzazioni anti-islamiche sempre più potenti e accade DA SEMPRE in Asia, dove sono visti come la peste perché come arrivano loro ci sono problemi.

    In sostanza, non si può riassumere un problema reale con il termine RAZZISMO. Se partiti come Lega e BNP hanno tanto successo è perché i nostri governi questa UE sbagliata impongono alla gente (Ossia i cittadini da cui DIPENDONO), cose che la gente non vuole, irridendo sia il volere popolare, sia i rischi correlati a tali decisioni, da cui loro sono immuni data la loro posizione di privilegio. E’ di poche settimane fa l’uscita del libro “Muslim Mafia” che illustra chiaramente come i mussulmani stiano tentando di colonizzare il mondo mentre noi siamo persi in inutili elucubrazioni mentali sul come gestire il problema secondo vecchi criteri basati su diritti e doveri di cui a loro non interessa nulla. In sostanza, stiamo combattendo il cancro con un placebo e siamo pure convinti che funzioni.
    In un contesto del genere andrebbero tutelati solo rapporti economici e commerciali, garantire diritti di base ai mussulmani in un dato paese MA SENZA ALCUNA POSSIBILITA’ DI APRIRE NEGOZI, DI COMPRARE CASE, DI VOTARE, DI ACQUISIRE CITTADINANZE ECC. versare i loro contributi nei paesi di origine e mettere in chiaro fin da subito che devono tornare a casa prima o poi. Ciò ridurrebbe le loro aspirazioni a conquistare altri paesi. La colpa è degli stati e di quest’Europa inutile e marcia ancor prima di essere completata.

  16. Omissioni
    Gentile Claudio, la mia equiparazione tra i fondamentalismi cattolico e islamico ha sinora ottenuto le tre seguenti qualifiche: relativismo accecante, ridicolo, assurdo. Va bene. Lei argomenta l’ultimo giudizio, il suo, evidenziando la differente qualità della vita di due disegnatori satirici, l’autore delle “vignette blasfeme” da una parte e il “nostro” Vauro dall’altra, dove il primo è inseguito da condanna a morte mentre il secondo, ridanciano e libero, ha il solo fastidio di darsi al turismo durante le brevi e bonarie “sospensioni” dal lavoro nel quale gli capita di incorrere. Tuttavia, almeno a mio parere, la sua è una ragione più apparente che sostanziale. Intanto perché la cronaca più recente del nostro Paese ha mostrato alcune potenzialità del fondamentalismo cattolico che, almeno per il momento, sono state archiviate d’ufficio; e poi per il fatto che da molti decenni il fondamentalismo nostrano risulta “depotenziato” dagli accordi concordatari. Accordi che non sono una bazzeccola, ma rappresentano un’ancora sostanziale istituzionalizzazione che sul piano economico equivale ad un finanziamento a fondo perduto e sul piano politico e legislativo equivale ad una convenzione di cogestione (talvolta di autentico appalto) del Paese. L’omissione e la censura di questo nostro contesto oggettivo purtoppo pregiudica, temo irrimediabilmente, l’obbiettività del contributo italiano alla “guerra d’inciviltà” prossima ventura.

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