Quell’Italia grillina e bugiarda
19 Marzo 2015
di Redazione
Il descamisado Carlo Sibilia vuole far credere ai cittadini e agli elettori di essere il depositario unico e assoluto del concetto di merito. Voi non sapete chi siamo noi grillici, sembra di sentirlo, siamo i più bravi della classe. E dalli a urlare contro una persona che non e’ neppure indagata, gettando fango su di lui e sulla sua famiglia.
Peccato però che se andiamo a spulciare tra le proposte di legge presentate da Sibilia ne troviamo una che tanto meritoria non sembra. Il pentastellato propone infatti il "Divieto di inserire il requisito del voto di laurea nei bandi di concorsi pubblici". Del tipo, che ce frega se uno ha smazzato tanto per il 110 e lode! Vale quanto qualsiasi altro.
Un voto eccellente può diventare una "limitazione", rappresenta secondo Sibilia una "esclusione a priori" e senza "reale motivazione" dal concorsone di turno. Dunque perché impegnarsi, studiare e competere per il meglio quando nelle amministrazioni pubbliche possiamo accontentarci di imbarcare il peggio?
Giriamo la domanda al codino Sibilia, convinto tra le altre cose che l’uomo non sia mai sceso sulla Luna, che il mondo e’ governato da oscure presenze signoreggianti, e che ci si può sposare in gruppo o anche con gli animali…
