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L'uovo di giornata

Quello strano oggetto del desiderio

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La maschera popola da sempre l’immaginario di tutte le generazioni. E’ la gioia del carnevale per i più piccini, è di ferro o di Zorro per gli amanti delle epopee letterarie e cinematografiche, è danzante per gli appassionati del belcanto, è inquietante metamorfosi per i patiti di Stanley Kubrick, e con la sua “maschera della morte rossa” Edgar Allan Poe ha provveduto ad accontentare anche i maniaci del noir.
Poi è arrivato il coronavirus, ogni certezza è crollata e la domanda s’è fatta marzullianamente spontanea: e se l’attesa della mascherina fosse essa stessa una mascherata?
Di certo la trasformazione di questo presidio di protezione sanitaria in uno strano oggetto del desiderio la dice lunga sul tempo surreale che stiamo vivendo. Al punto che le fantasticherie tradizionali su Arlecchino e Pulcinella, la Stella della Senna o l’Uomo Tigre sembrano ormai roba di un’altra era geologica. E oggi a dominare il genere letterario è un medico in servizio a Bologna, Alessandro Gasbarrini, che la mette più o meno nel modo seguente.
La mascherina da chirurgo, quella azzurra, verde, bianca, talvolta color carne, è altruista. Protegge gli altri ma non chi la porta. Anche se è largamente sufficiente a fermare il contagio. La mascherina FFP2 e FFP3 senza valvola è intelligente: protegge sia chi la porta, sia chi gli sta intorno. La mascherina FFP2 e FFP3 con la valvola è egoista: protegge chi la indossa ma non gli altri, perché non trattiene il virus in uscita. Insomma, è ribattezzata “la maschera dello stronzo”.
Senza dubbio efficace, la casistica ci appare tuttavia incompleta. Ci sono infatti le mascherine di sartoria, nobile gesto ma vai a capire quanto efficaci contro il mostriciattolo cinese. Le mascherine da curva con l’emblema delle squadre di calcio, e anche stavolta quei diavolacci dei napoletani hanno fregato tutti sul tempo. E non mancano nemmeno le mascherine con i simboli di partito: difficilmente vincerebbero la medaglia d’oro al campionato del buon gusto, ma tutto sommato in questi giorni abbiamo visto di peggio.
Piuttosto, aspettiamo con ansia la fine della pandemia per avere una parola di verità sul fronte medico-scientifico. Perché quando le mascherine erano introvabili c’è stato detto che erano inutili, adesso che iniziano ad arrivare le vogliono rendere obbligatorie anche per chi abbia bisogno di un binocolo per scorgere l’essere vivente più vicino. Come al solito, da un eccesso all’altro. Ma questa non è una novità.

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