Rai, Landolfi a Petruccioli: Berlusconi va invitato a Porta a Porta
27 Marzo 2008
di Redazione
Il presidente della Vigilenza Rai Mario Landofli scrive a Petruccioli in merito alla mancata partecipazione di Silvio Berlusconi stasera al programma “Porta a
Porta”.
“Illustre
Presidente riscontro la Sua nota di ieri, relativa alla programmazione della
trasmissione “Porta a Porta” nei confronti di alcuni candidati premier alle
prossime elezioni politiche. Senza entrare nel merito delle scelte imposte alla
testata, rilevo che quanto da Lei esposto non contribuisce a risolvere la
diatriba relativa alla partecipazione del candidato Berlusconi alla puntata
programmata per questa sera”. Così inizia la lettera che oggi il Presidente
della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai, Mario Landolfi,
ha inviato al Presidente del CdA della Rai, Claudio Petruccioli.
“Da
un comunicato diffuso ieri dalla stessa redazione di “Porta a Porta” – continua
il presidente Landolfi nella lettera – si apprende difatti che al candidato
Veltroni sarebbe stato offerto uno spazio equivalente a quello riservato a
Berlusconi; che Veltroni, il quale aveva in precedenza egli stesso sollecitato le
trasmissioni, avrebbe reso nota l’impossibilità di fruirne, per impegni
precedentemente assunti; e che si tratterebbe di un’impossibilità relativa e
non assoluta, dal momento che lo stesso Veltroni sarebbe disponibile a
partecipare ad una trasmissione che assumesse la forma di un confronto diretto
con l’antagonista Berlusconi, anziché di un’intervista”.
“Se
tali notizie troveranno conferma, – spiega Landolfi – ritengo che
in queste condizioni la RAI dovrebbe mantenere l’offerta originariamente fatta
nei confronti di entrambi i candidati (al pari di quelle riferite a tutti gli
altri aventi diritto), rimettendo alla libertà di ciascuno la scelta se fruire
o meno di tali offerte, partecipando, o non partecipando, a ciascuna delle
relative trasmissioni. Mi pare, questo, l’unico criterio logicamente
applicabile. Diversamente, si darebbe a ciascun soggetto politico l’arbitrio di
precludere – con la propria astensione – la partecipazione di tutti gli altri
soggetti ai programmi che li riguarderebbero. La scelta di non consentire che
l’astensione di un avente diritto condizioni la partecipazione di tutti gli
altri alle relative trasmissioni è stata difatti costantemente adottata dalla
Commissione che presiedo nel regolamentare le Tribune: le sole trasmissioni della
concessionaria pubblica che la Commissione è legittimata a disciplinare
direttamente. Nella presente occasione la scelta è esplicitata dall’articolo 9,
comma 6, del provvedimento approvato dalla Commissione il 28 febbraio 2008”.
“Malgrado
che il programma “Porta a Porta” non rientri nel genere delle Tribune, – conclude
il presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai – tale scelta
può trovare nei suoi confronti un’applicazione perlomeno tendenziale, in base
ai principi giuridici dell’analogia e del favore per un’interpretazione della
normativa corrente che consenta ai candidati la massima facoltà di espressione
possibile; nonché – me lo consenta – in base a criteri di buon senso”.
