Ravenna. Tenute agricole “dopavano” frutteti con sostanze cancerogene
13 Maggio 2010
di Redazione
I Nas di Bologna, su decreto del Pm Giuseppe Miliano della Procura di Latina, hanno perquisito una decina di tenute agricole nell’area di Faenza, in provincia di Ravenna, prelevando diverse foglie e frutti per specifiche analisi. L’inchiesta, iniziata all’inizio del 2009 e condotta dalla procura di Latina, ha smascherato un sistema di trattamenti per la coltura di kiwi a base di sostanze cancerogene.
Un 49enne è stato denunciato a piede libero per ricettazione perché trovato in possesso di due bottiglie con dentro alcuni centilitri di ‘Forchlorfenuron’ ( la sostanza al centro dell’inchiesta) e una busta di etichette adesive relative alla sostanza con Forchlorfenuron. All’uomo in totale è stata ricondotta una partita da 200 litri sulla base di alcune ricevute relative a una decina di spedizioni.
Sempre a Faenza, nell’ambito della stessa indagine, è finito nei guai anche un secondo operatore agricolo, un 48enne al quale sono state ricondotte una cinquantina di bottiglie piene più diversi vuoti. Il prodotto sarebbe una sorta di "doping" per i frutti, importato dalla Cina che, dosato a concentrazioni vietate perché potenzialmente pericolose, faceva crescere i frutti più del normale. Secondo le indagini, un laboratorio clandestino, poi sequestrato, inviava le bottiglie con il prodotto agli imprenditori che in un secondo momento ricevevano, sempre via posta, anche false etichette stampate da una tipografia compiacente. Il volume di affari è stato quantificato in 1 milione e 300mila euro l’anno, per un’importazione di prodotto pari a circa 186.000 chili.
