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Razzismo. Il calciatore Etòo: “I primi a muoversi siano i governanti”

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Manifestare contro il razzismo nel mondo del calcio "è una cosa giusta" ma i primi a muoversi devono essere "i governanti" poiché lo stadio "non è che lo specchio" dell'intera società e dei suoi comportamenti. A sostenerlo, nel corso della edizione numero 13 del premio "Altropallone", è l'attaccante dell'Inter, Samuel Etòo, insignito del riconoscimento insieme all'allenatore dell'Ascoli, Bepi Pillon.

Silente sul fronte dell'attualità calcistica - la punta camerunense non ha voluto spendere parole sulla gara dei nerazzurri con la Sampdoria né sull'atteso match di Champions League con il Chelsea - Etòo ha ricondotto il problema razzismo a quello "dell'ignoranza culturale" invitando le istituzioni a fare il primo passo verso una maggiore educazione di tifosi e cittadini.

"Manifestare contro il razzismo è giusto - ha osservato - ma è un problema che va affrontato da parte dei governanti. Sono loro a dovere prendere decisioni, poichè lo stadio è lo specchio della società in cui viviamo. Un calciatore - ha aggiunto - non può prendere decisioni da solo: è una questione socio-politica". "Credo - ha aggiunto riferendosi ancora alla questione razzismo - che si tratti di forte ignoranza. Chi ha viaggiato ha avuto modo di conoscere e avvicinare culture diverse. Bisogna educare - ha proseguito - spiegare che il sangue è lo stesso, e che siamo tutti uguali. Forse si può avere la fortuna di nascere in posti migliori di altri ma questa è economia".

"Grazie a Dio non ho subito episodi di razzismo in Italia. Quando sono arrivato" dal Barcellona, la scorsa estate, "mi hanno detto che Balotelli aveva dei problemi. E Balotelli è italiano..." ha replicato l'attaccante dell'Inter a chi gli chiedeva un commento sul fenomeno del razzismo negli stadi e, in particolare, sulle differenze tra Italia e Spagna. Sino ad ora, ha osservato, "in Italia non ho avuto problemi". Diverso, invece, il ricordo del febbraio 2006 quando sul campo di Saragozza, Etòo - allora in forza al Barcellona - aveva minacciato di lasciare il campo in seguito agli insulti a sfondo razziale piovuti dagli spalti.

"A Saragozza - ha sottolineato - è stato difficile quando 60.000 persone hanno fatto il verso della scimmia. Mi sono chiesto - ha aggiunto con ironia - perchè mai tutta quella gente abbia speso i soldi del biglietto per vedere giocare una scimmia". E sul tema del razzismo - riferendosi alla reazione di Balotelli in Chievo-Inter, quando venne fischiato dal pubblico veronese - una riflessione è giunta anche dall'allenatore dell' Ascoli, Bepi Pillon, insignito del premio Altropallone, insieme ad Etòo. Di fronte a questi fatti, ha argomentato, "anche l'esempio è importante. Etòo ha un atteggiamento positivo, sorride. Se Balotelli sorridesse di più, forse l'atteggiamento nei suoi confronti cambierebbe. Ho allenato a Chievo - ha concluso - conosco quella gente e mi è sembrato talmente strano" che possano avere fischiato per motivi razziali.

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