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Regionali. Par condicio in tv: il Tar stoppa il regolamento Agcom sul no ai talk show

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Stop al regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) nella parte che congela i talk show durante il periodo elettorale. Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo la richiesta di Sky e Telecom Italia Media a favore della sospensione del regolamento, esattamente all'art. 6 comma 2, varato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni  che disciplina la par condicio in vista delle Regionali, analoga al regolamento della Vigilanza per la Rai.

Al Tar si è rivolta anche Rti, la quale, tuttavia, aveva poi rinunciato alla sospensiva. Le richieste sono state discusse ieri davanti alla terza sezione ter del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Maria Luisa De Leoni e così stamattina hanno deciso i giudici.

"Attendiamo di conoscere il pronunciamento, ma se sarà negativo ricorreremo sicuramente al Consiglio di Stato", aveva spiegato uno dei legali di Sky, Ottavio Grandinetti, aggiungendo: "Si tratta anche di un problema di principio: con la messa in onda di almeno una trasmissione di informazione politica prima delle elezioni, sarebbe riconosciuto un diritto fondamentale dei cittadini".

Dal canto suo, invece, il presidente dell'organo di Vigilanza, Paolo Garimberti, aveva fatto sapere che, se il Tar dovesse dare ragione alle emittenti private che hanno presentato ricorso contro la delibera Agcom sulla par condicio, il Cda di Viale Mazzini si sarebbe riunito in seduta straordinaria per tornare sul regolamento della Vigilanza e dunque anche sulla sospensione dei talk show. "In quel caso si riapre il Cda, abbiamo anche previsto una data su questo tema", ha proseguito Garimberti.

Via libera quindi alla messa in onda di trasmissioni di informazione politica anche in questo periodo di campagna elettorale.

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