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Ricci: “In Umbria abbiamo riunito i moderati, siamo noi l’alternativa popolare”

Sindaco di Assisi e candidato alla guida della Regione con la lista “Per l’Umbria Popolare”, Claudio Ricci ha riunito il centrodestra locale intorno a un progetto dove politica fa rima con realtà civica. E’ il “modello Assisi” che potremmo sintetizzare così: la persona al centro dell’agire politico, un forte radicamento sul territorio, riduzione della spesa e investimenti per la crescita. La porta dello studio di Ricci è sempre aperta per i cittadini e così lo abbiamo raggiunto per fare il punto sulla sfida elettorale.

Si dice che Lei sia il Sindaco più longevo di Assisi…

È vero. Ho raggiunto questa soglia il 19 febbraio scorso e vengo superato solo dal podestà.

Da Assisi all’Umbria. Cosa l’ha spinta a candidarsi alla guida della Regione?

Ho seguito un percorso che idealmente inizia nel 2010 e che si è concretizzato 15 mesi fa. Abbiamo voluto constatare, comune per comune, quali sono le reali necessità dei cittadini dell’Umbria, attraverso un umanesimo fondato sull’incontro. Oggi possiamo contare su tre liste civiche, 400 riferimenti  a livello territoriale e 100 comitati “Noi per il cambiamento” che hanno coinvolto circa 120 tra sindaci, assessori e consiglieri comunali.

Cos'è il nuovo popolarismo?

Per vincere si deve aggregare politica e realtà civica. È questo che abbiamo fatto e stiamo facendo in Umbria attraverso una giusta mediazione che – come per il modello francese – permette di raggruppare centristi, destra moderata e liste civiche in una strada condivisa basata su valori e progetti comuni. Oggi in Umbria questo progetto è realtà e sta prendendo sempre più corpo.

Quali sono le priorità per la Regione?

Per raggiungere qualsiasi risultato abbiamo bisogno di risorse e quindi bisogna partire dal recuperarle. Il primo intervento sarà quello sulla spesa corrente, dove potremmo recuperare fino al 10% in alcuni settori, creando ad esempio un centro unico regionale per gli acquisti sanitari. Si può anche intervenire sulla questione dei rifiuti differenziati e sulla energia rinnovabile per tutti gli stabili e gli edifici dov’è possibile operare.

Altre proposte?

Vogliamo abbattere i costi della politica regionale e creare un centro unico e funzionale di promozione, internazionalizzazione e di assistenza al credito che parli dell’Umbria in Italia e nel mondo. Con una operazione di recupero del genere sarà possibile intervenire concretamente su assistenza alle famiglie, sgravi fiscali, sociale, lavoro e giovani. Puntiamo anche all’innovazione tecnologica e al miglioramento dei trasporti. Implementare l’Alta Velocità, in prossimità dell’aeroporto, è un altro dei progetti in cantiere. Vorremo inoltre privatizzare, almeno in parte, la gestione dell’aeroporto stesso.

E rispetto alle singole città umbre?

Per quelle più grandi come Terni e Perugia puntiamo a mantenere vivo il tessuto produttivo rafforzandolo con nuovi progetti e iniziative. Per l’area di Perugia abbiamo pensato a un Campus dove sviluppare nuove idee e imprese.   

Il modello Assisi in tutta l’Umbria, insomma. Pensa sia realizzabile?

Credo di sì, tenendo presente le varie realtà che compongono la nostra regione.

Che dicono i sondaggi?

Per le Regionali in Umbria ce ne sono di ogni tipo e alcuni possono mettere in allarme, ma sull’uno a uno Marini-Ricci – una rilevazione fatta tra coloro che conoscono entrambi i candidati – avrei un vantaggio di oltre dieci punti. Quando si computano le liste dei partiti il risultato si capovolge: sarà un testa a testa fino all’ultimo.

E cosa dicono i cittadini dell’Umbria?

Hanno sicuramente fame di buona politica e la voglia di essere ascoltati.

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