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Ricerca, Quagliariello (FI): “Ripartire da riforma Moratti”

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“Più che di slogan e nuove commissioni, per la ricerca c’è l’urgenza di rilanciare e di dare continuità al lavoro già intrapreso dal ministro Moratti”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello (FI).

“Per quanto riguarda il Cnr – prosegue Quagliariello -, va completata l’attuazione della riforma che ha sostituito gli istituti con i dipartimenti, rendendo i saperi più fluidi e interdisciplinari, e dunque più rispondenti alle esigenze della scienza del Ventunesimo secolo. Inoltre, va ancor più accentuato il collegamento tra Cnr e sistema produttivo, affinché questo ente possa caratterizzarsi sempre più come il centro studi del ‘sistema Paese’, ed ovviare alla mancanza di massa critica dell’ambito privato, dovuta in parte anche alla realtà del nostro sistema industriale, in cui prevale la piccola e media impresa".

"E’ poi urgente – conclude il senatore azzurro - svegliare la nostra università dopo due anni di letargo. Solo se introdurremo presto incentivi economici, concorrenza e valutazione sarà possibile frenare un declino legato più a ragioni culturali e strutturali che alla scarsità dei finanziamenti. Alcuni tratti dell’università italiana ricordano quelli di un Paese post-sovietico. Per liberalizzare questo settore c’è bisogno di volontà politica prima che di soldi”.

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2 COMMENTS

  1. Parole sagge del senatore
    Parole sagge del senatore azzurro! Ma credo che l’università oggi sia un po’ pigra e da sola non ce la faccia. Un buon Governo, davvero attento alla formazione, dovrebbe stimolare anche la cooperazione con imprese e privati, perchè la formazione non si fa soltanto sui banchi. Non ci possiamo più permettere il lusso di starcene seduti in comode aule ad ascoltare grandissimi oratori! La forzaione è in primo luogo teoria, ma i giovani hanno bisogno di sinergie sempre più forti con il mondo del lavoro! Ed è soprattutto questo che, a mio modesto avviso, il governo dovrebbe stimolare e facilitare…

  2. Investire nel nostro futuro
    Ho notato una sottovalutazione delle tematiche connesse alla ricerca nei programmi elettorali. Mi auguro che invece il nuovo governo sappia fare della ricerca uno dei temi centrali del suo programma: non si tratta solo di investire per l’innovazione e la competitività del paese, non solo di rendere i giovani protagonisti della crescita e del rinnovamento culturale. E’ con la ricerca che si saldano sfide di progresso e di benessere, che si rende possibile e sostenibile l’avanzamento della società nel suo insieme.

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