Rifiuti. Le inchieste svelano il vero incubo di napoli
29 Maggio 2008
di Redazione
Il sindaco di Mugnano Daniele Palumbo, quello di Marano Salvatore Perrotta e il presidente della VIII municipalità di Chiaiano Carmine Malinconico hanno chiesto un controllo a tutte le 17 cave della zona per verificare se nel passato vi siano stati sversati rifiuti pericolosi; "sapere cosa c’è sotto", è una preoccupazione che circola da anni, su cui nel passato la magistratura ha indagato ma che ora – dopo la tregua raggiunta sulle barricate rimosse dalla rotonda Titanic – alimenta nuovi nuovi dubbi. Le autorità locali formalizzeranno la richiesta di controlli in questi giorni.
"Abbiamo raccolto la preoccupazione della popolazione", spiega Malinconico, il presidente della municipalità di Chiaiano. Una preoccupazione che si aggiunge a quella nata dall’inchiesta della procura di Napoli che ha indagato 25 persone sulla gestione commissariale dell’emergenza rifiuti tra il 2005 e il 2007. Davanti ai gip di Napoli Rosanna Saraceno compariranno infatti da oggi Marta Di Gennaro, ex subcommissario per l’emergenza rifiuti e stretto collaboratore di Guido Bertolaso, i capi dei sette impianti per il cdr, Michele Greco, ex dirigente del commissariato straordinario.
E quello che risulta dalle intercettazioni dai dialoghi che riempiono le oltre 600 pagine in cui è ricostruita l’inchiesta della pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo preoccupa ancora di più chi ha concordato una tregua per fermare le barricate e avviare un dialogo con il sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso. C’è Marta di Gennaro che telefona a Bertolaso e dice: "Noi stiamo parlando di una discarica da truccare e voi ci dovete aiutare". Nelle intercettazioni si parla di polverine magiche per nascondere la puzza della monnezza che dovrebbe essere stabilizzata e non lo è, di "mucchi di merdaccia" da accumulare in barba a "sindaci cafoni che rivendicano diritti".
"C’è estrema preoccupazione – commenta il presidente del municipio di Chiaiano – dobbiamo capire che cosa ha fatto finora il commissariato ai rifiuti. Le cose che vengono fuori sono inquietanti, c’è il riferimento a rifiuti pericolosi, con un linguaggio bruto. Siamo preoccupati perché abbiamo dato fiducia. Ora però a doversi preoccupare non sono solo i maranesi o i chiaianesi, ma tutti i cittadini della Campania per i siti che ognuno ha o dovrebbe veder costruiti sul proprio territorio, Che cosa si è sversato? Sembra di tutto e di più". I dubbi sono molti: "Mi sembra di capire – aggiunge Malinconico – che partisse dai massimi livelli, mi auguro che Bertolaso non sia coinvolto, perchè gli abbiamo dato fiducia come persona seria e competente". Per adesso comunque, non si parla di barricate ma l’allarme sta crescendo di fronte alle notizie che arrivano dalla procura e se le barricate riprenderanno "saranno più dure".
Tra le carte delle telefonate intercettate si parla anche di Terzigno da riempire di "schifezza" di rifiuti qualsiasi, e in superficie, a nascondere come un tappo, metterci quelli stabilizzati.
Il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio, in quota Pdl, appena sente parlare di discarica si infervora: "Qui siamo nel parco nazionale del Vesuvio. Proprio ora sono qui nell’ufficio della direzione del Parco. Si sta facendo solo polverone su questa discarica, non se ne parla, di rifiuti pericolosi, no, farò tuto quello che devo fare, sono un guerriero, ci sono i vigneti c’è il parco", e poi ricorda: "Ancora non si fanno prelievi, ancora non si parla di niente, prima di avercela la discarica c’è da fare". Quello che è uscito dalle carte della procura però è un’altra faccenda: "Non mi risultano queste cose, ne esce una al giorno. Ci stiamo attivando con Bertolaso per visitare, vedere. se è possibile fare cose, ci sono i sopralluoghi, molte cose da fare prima". Una cosa lunga, insomma, e poi una premonizione, dice: "Io credo che la discarica non si farà".
Nelle intercettazioni ci si mette d’accordo su come ‘occultare’ la schifezza nei camion, nelle discariche, ma facendo attenzione perchè "all’inizio non si può fare" perché "il primo Ortolani che passa ci manda tutto per aria", perché c’è il rischio che "ti viene L’Ortolani di turno che ti viene a dire che questa qua non è fos e quindi ti sputtana".
fonte: APCOM
