Rifondazione rinasce facendo opposizione a se stessa
27 Luglio 2008
di Redazione
Il congresso di rifondazione di Rifondazione era atteso con un discreto interesse sulla stampa e persino nel paese. Dall’ex partito di Bertinotti in questi mesi si levavano costanti accuse contro il Pd, reo di non saper fare opposizione e anzi di consumarsi in faide interne. Si attendeva dunque da Chianciano una qualche nuova prospettiva.
Oggi si capisce che le dinamiche correntizie di Rifondazione sono ancora più intricate e complesse di quelle degli ex Ds ed ex Margherita con aggiunta di prodiani, annessi e connessi. Lo scontro titanico tra Vendola e Ferrero ha tenuto insonni i delegati e le frenetiche trattative di corridoio hanno lasciato confusi e perplessi elettori e simpatizzanti.
Ognuno dei capi-corrente, si prepara, tra mugni e sospetti, alla via di fuga. La parola d’ordine dei dirigenti sembra essere "mani libere. L’ex capogruppo alla Camera (quando c’era un gruppo alla Camera), Gennaro Migliore ha già annunciato: "faremo opposizione nel partito".
Tutto lecito (D’Alema d’altronde non fa altro), ma chi la farà nel Paese?
