Riforma Senato, Quagliariello replica a Chiti
07 Luglio 2015
di Redazione
“La nostra proposta sull’elezione dei futuri senatori non è affatto un compromesso al quale io e il mio partito ci siamo adeguati. E’ la soluzione che abbiamo prospettato fin dal primo momento con l’obiettivo di tenere insieme due aspetti fondamentali del bicameralismo di cui stiamo discutendo: il ruolo del Senato come camera di compensazione tra Stato e Regioni, e il necessario collegamento con la sovranità popolare per un’assemblea che potrà comunque cambiare la Costituzione ed eleggere il presidente della Repubblica”.
Dal suo blog (leggi il testo integrale), il coordinatore di Ncd replica così al senatore della minoranza Pd, Vannino Chiti, che in un’intervista a Repubblica aveva definito un “pateracchio indegno”, frutto di una presunta disponibilità ai compromessi più arditi, la proposta del listino attraverso il quale consentire agli elettori di scegliere i componenti del futuro Senato contestualmente al rinnovo dei consigli regionali. “Difficilmente riuscirò a convincere il mio amico Vannino Chiti,” aggiunge Quagliariello, “perché per me l’equilibrio istituzionale va perseguito a livello di sistema, mentre per lui può essere ricercato nella sola riforma del Senato.
Quanto ai compromessi, vorrei che Vannino ricordasse da dove siamo partiti e considerasse dove siamo arrivati, e si chiedesse perché il nuovo Senato, da una sorta di dopolavoro per sindaci e per una abnorme pattuglia di ‘illuminati’ di nomina quirinalizia, è divenuto qualcosa di sensato. Nessuno pensa di essere indispensabile, ma forse” conclude il coordinatore Ncd “non sarebbe sbagliato riconoscere che qualche nostro contributo c’è stato”.
