Riforme. Bossi: “C’è un solo ministro del federalismo e sono io”

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Riforme. Bossi: “C’è un solo ministro del federalismo e sono io”

20 Giugno 2010

"C’è un solo ministro per il federalismo e sono io". A sottolinearlo è Umberto Bossi dal palco di Pontida dove, in apertura del suo intervento, ha voluto così sottolineare l’importanza del suo ministero e smarcarsi in qualche modo da quello affidato ad Aldo Brancher.

"Il federalismo lo facciamo io e Calderoli e la nomina di Aldo Brancher a ministro per la Attuazione del federalismo non comporta nulla perché a lui si è pensato di dare il decentramento che è importante". "Quando la Lega partì – ha ricordato Bossi – pensavamo che i passaggi alla via democratica sarebbero stati due: il primo attraverso il federalismo e il secondo attraverso il decentramento portando via così i poteri alla capitale". "Il nostro paese è il più centralista d’Europa e forse del mondo e rimane arretrato di 30 anni rispetto all’Inghilterra e di 20 rispetto alla Francia. Per questo riteniamo che il federalismo e il decentramento potevano far diventare capitali città come Milano, Torino o Venezia. In ogni caso – ha concluso Bossi – io e Calderoli, dopo tanto lavoro portiamo a casa il federalismo. È ormai tutto pronto".

"La storia della Lega è storia di libertà – ha ricordato Bossi – e decentramento vuol dire distribuire i poteri alla capitale che non è più caput ma capitale su tutto il territorio. Soprattutto nel nostro paese dove sono molte le città ad avere i requisiti per essere capitali. Tra i tanti errori che i Savoia fecero ci fu quello di avere fatto Roma capitale ma forse allora nessuno si immaginava – ha concluso il leader leghista – che il potere della capitale sarebbe diventato così grande".