Home News Rigore scientifico e trasparenza: l’unica via per sostenere il settore agro-alimentare

Rigore scientifico e trasparenza: l’unica via per sostenere il settore agro-alimentare

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Mai come in questi giorni, in cui l’attacco ai cibi “ideologici” sta mettendo in crisi anche i consumatori più attenti e sensibili al rigore alimentare (vedi articolo di Nicola Nosengo “Mangiare light? Ahi, ahi”- L’Espresso del 12 luglio 2007), non si può non essere d’accordo con Gilberto Corbellini che, sul Sole 24 ore del 8/7/2007, sintetizzava efficacemente ed in tempo reale, le opinioni (in verità non troppo contrastanti) che Roberto Defez e Giovanni Monastra riportavano sul Corriere della Sera dello stesso giorno in materia OGM.

La sicurezza alimentare non è un fatto opinionistico ma qualcosa che nei limiti del possibile deve essere scientificamente documentato ed in grado di fornire informazioni utili che preservino la sicurezza dei consumatori.

Sì, siamo d’accordo con Defez, …tutta l’alimentazione va controllata perché nessun tipo di agricoltura è a rischio zero. Per cui io vorrei che tutti gli alimenti fossero esaminati non solo per la presenza di un gene in più o in meno ma anche per la presenza di agenti patogeni, metalli pesanti, pesticidi, inquinanti, e sostanze tossiche di varia origine. Elementi che sono presenti in tutti i tipi di agricoltura, fatta in qualunque parte del mondo. L’ideale perciò è controllare tutti i prodotti e quelli che avranno i risultati migliori spero vengano premiati dal mercato non in maniera ideologica, ma sulla base di dati e numeri.

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