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Roma. Al via il processo allo stupratore Bianchini, il Comune sarà parte civile

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Luca Bianchini, il presunto stupratore seriale che avrebbe terrorizzato diverse donne della Capitale da quando il 3 luglio scorso venne arrestato è comparso oggi davanti ai giudici della settima sezione penale per rispondere di tre aggessioni sessuali.

La settima sezione del Tribunale penale di Roma, ha ammesso la richiesta del legale dell'amministrazione capitolina, accettando anche le tre parti civili in rappresentanza delle presunte vittime delle violenze. Tra queste, ci saranno il Comune di Roma e la società Roma metropolitane, presso la quale Bianchini lavorava fino al momento dell'arresto. Bruno Andreozzi, uno dei difensori di Bianchini, si era dichiarato contrario con varie argomentazioni.

In aula, oggi c'era anche una delle tre donne vittime dei presunti abusi, seduta accanto al suo legale, una fila dietro al banco occupato da Bianchini. Si tratta della ragazza aggredita il 3 luglio scorso in via Sommer, ultimo episodio contestato a Bianchini in questo processo, che si è trovata faccia a faccia con il suo presunto aguzzino.

La prossima udienza è stata fissata a dopodomani: il Tribunale dovrà sciogliere la riserva su alcuni istanze avanzate dall'avvocato Bruno Andreozzi, difensore di Bianchini. "Ho chiesto la possibilità di poter effettuare un sopralluogo nei tre garage dove sarebbero avvenute le aggressioni - ha detto l'avvocato Andreozzi, nonché la possibilità di tracciare, tramite due gestori di telefonia mobile, i due cellulari del mio assistito nei giorni e nelle ore in cui gli vengono addebitate le violenze".

Su queste due istanze il tribunale si pronuncerà durante la prossima udienza. Analoga riserva scioglierà sull'ammissibilità di alcuni testimoni tra cui il questore di Roma Caruso. Tra quelli chiesti dalla difesa e quelli chiesti dall'accusa la lista testi è di 80 persone. In particolare la difesa di Bianchini si è opposta alla testimonianza di una donna, vittima di un tentativo di stupro addebitato a Bianchini, legata e immobilizzata con lo scotch. Sul nastro adesivo venne trovata l'unica impronta papillare attribuita a Bianchini. Il processo, anche per i termini della misura cautelare - Bianchini è in carcere dal luglio scorso - secondo le intenzioni del Tribunale, che farà il calendario la prossima udienza, dovrebbe concludersi entro il prossimo mese di maggio.

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