Roma: sgomberato campo rom più grande d’Europa
15 Febbraio 2010
di Redazione
L’ultima baracca del campo nomadi romano Casilino 900, che ha ospitato rom bosniaci, montenegrini e kosovari per quarant’anni il campo, è stata abbattuta alle 13 di oggi. Dopo i lavori di bonifica, che dureranno circa un mese, vi sorgerà un parco. A custodire la zona rimarrà un nucleo familiare, quello di Najo Azdovic, che è anche il portavoce dell’associazione rom della capitale. I 620 abitanti del campo (il Casilino 900 era il più grande d’Europa) sono stati trasferiti, per la maggior parte, nelle strutture attrezzate di Candoni e via di Salone.
“La chiusura del campo non è un caso isolato, fa parte di un piano nomadi complesso che ci porterà entro l’anno a far sì che tutti gli altri campi tollerati e abusivi vengano abbattuti per trasferire le persone in campi autorizzati”. Lo ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno in visita oggi al Casilino 900 per la chiusura del campo nomadi.
Emma Bonino, ha sottolineato: “Il problema è quello di tentare processi di integrazione perché non abbiamo altre possibilità”. La candidata Pd alle Regionali in Lazio ha poi criticato la scelta di delocalizzare i campi rom.
Confermando gli obiettivi dell’amministrazione, il sindaco ha concluso: “Questo terreno diventerà un parco e sarà bonificato. Nell’arco di un mese saranno portati via tutti i detriti, tra i quali abbiamo trovato molto eternit”. “A Roma i nomadi saranno 6 mila di fronte a una città di 2,8 mln di persone. Non possono essere un problema, ma devono essere una realtà che può essere integrata garantendo legalità a tutti”, ha continuato Alemanno.
Nel complesso, sono 7 al momento i campi autorizzati che – nelle intenzioni del Campidoglio – resteranno aperti e verranno ampliati: via di Salone, Camping river, via Candoni, Castel Romano, via Gordiani, Camping Nomentano e via Lombroso. A La Barbuta il campo non sarà chiuso, ma verrà messo a norma con un presidio sanitario e uno di sicurezza. Altri due villaggi saranno invece costruiti da zero. Complessivamente questi dieci campi ospiteranno 5.500 nomadi.
