Roma sicura è la notizia, il resto solo chiacchiere

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Roma sicura è la notizia, il resto solo chiacchiere

04 Marzo 2015

Che in politica interna fosse una giornata un po’ moscia sul fronte delle news, lo si era capito subito e così le opposizioni, in particolare Lega e Sel, hanno pensato bene di prendersela come al solito con il ministro Alfano.

L’alfanofobia dilaga e il ministro, questa volta, sarebbe colpevole di aver disertato l’informativa sui barbari del Feyenoord. Peccato che sui banchi del Governo ci fosse il viceministro dell’interno, e che Alfano stesse partecipando nello stesso momento a una importante riunione sulla sicurezza della Capitale, con il sindaco Marino, prefetto, questore e comandante provinciale dei Carabinieri (sulla violenza sportiva il ministro ha detto “il 12 marzo porterò alla riunione del Consiglio dei ministri  europei dell’Interno la proposta del Daspo europeo”).

In generale, non ricordiamo proposte dei vendoliani sulla sicurezza che siano passate alla storia, mentre ieri sera abbiamo ascoltato a Piazza Pulita cosa ne pensino certe camicie verdi tornate nere sulla questione: il problema sono esclusivamente gli zingari, considerati “la feccia della società”. Stop. Spianati i campi rom, in Italia non ci sarà più da temere per i cittadini. Non la mafia, non la corruzione, niente di niente. Il bengodi.

Detto questo, e ci si permetta di aggiungere a malincuore che le opposizioni in Parlamento stanno veramente messe male se devono ridursi a queste sceneggiate, colpisce che in certi tiggì di prima serata si sia indugiato ancora, e anche troppo, sulla “assenza di Alfano”, dimenticandosi totalmente di riferire al pubblico che seguiva da casa i punti salienti del nuovo piano per la sicurezza della Capitale. Ai cronisti un po’ sbadati che per ragioni di share sono costretti a inseguire solo la polemica di giornata, ricordiamo cosa ha detto il ministro dell’Interno.  

ROMA SICURA. Dopo Pasqua, arriveranno a Roma 500 militari che stiamo addestrando per presidiare gli obiettivi sensibili. Questo permetterà alle forze dell’ordine di contrastare meglio il crimine per esempio nelle periferie. Al momento, ci sono oltre millecento persone che si stanno occupando della prevenzione antiterrorismo nella Capitale e oltre tredicimila sono stati quelli impegnati nei tanti cortei e nelle manifestazioni che attraversano periodicamente la città.

Rispetto al 2013, nel 2014  sono stati registrati cinquemila reati in meno, più arresti, più denunce e beni sequestrati per 1,4 miliardi di euro. Roma, sottolinea Alfano, è “meno delittuosa di Bruxelles, Berlino, Vienna, Madrid, Parigi e Londra” e nonostante questo il comitato per la sicurezza si riunirà d’ora in avanti una volta al mese. Il ministro, infine, ha detto di voler dare “più poteri ai sindaci per difendere i centri storici e i monumenti delle nostre città” annunciando norme “più severe contro comportamenti come l’accattonaggio e la carità molesta”.

Potremmo chiuderla qui ma vale la pena dedicare ancora un secondo al vicesindaco della Capitale. Quest’ultimo, pur dicendosi soddisfatto dalle misure annunciate da Alfano, ha spiegato che i cittadini del Pigneto e di San Lorenzo continuano a lamentarsi per gli spacciatori al lavoro nei quartieri della movida capitolina. Sul contrasto allo spaccio, naturalmente, siamo perfettamente d’accordo con lui. Viene da chiedersi però se i cittadini dei suddetti quartieri dormiranno sonni più tranquilli quando e nella eventualità che passi la proposta del sindaco di legalizzare le droghe leggere.