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Russia al voto: dopo la Siberia, anche Mosca elegge il presidente

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Urne aperte anche a Mosca e nelle regioni occidentali della Russia, dove tra ieri e oggi circa 109 milioni di aventi diritto sono chiamati a eleggere il nuovo capo dello Stato.

La consultazione, spalmata su ben undici fusi orari, era iniziata ieri sera nella Siberia dell'est e nell'Estremo oriente, quando in Italia erano le 21 di ieri sera. Il voto si concluderà alle 19 italiane, le 21 a Mosca, ma le 20 nel territorio più occidentale, l'enclave di Kaliningrad.

Si elegge Dmitri Medvedev, come scherzano i russi, venerdì scorso esortati dal presidente uscente Vladimir Putin a non lasciarsi tentare dall'ozio e dall'astensionismo, benchè sia già noto chi vincerà. Putin ha lanciato un solenne appello agli elettori: votare per la "stabilità" del Paese e per un forte mandato al successore. Ovvero Medvedev.

L'attuale primo vicepremier naviga nei sondaggi tra il 61% e l'80% delle preferenze, seguito ad abissale distanza dal leader comunista Gennady Zyuganov (10-14%) e dall'ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky (8-12%). Quasi non pervenuto, invece, il quarto uomo, il 38enne Andrey Bogdanov. Di lui si sa che è un fiero massone e che ritiene fattibile l'ingresso della Russia nell'Unione europea. I sondaggi lo danno zavorrato all'1%.

L'unica incognita resta l'affluenza, che il Comitato centrale elettorale promette tra il 67% e il 72%. Meno del 65% sarebbe uno smacco sia per Medvedev sia per Putin, che da una forte mobilitazione otterrebbe non solo l'approvazione del suo delfino ma anche dei suoi piani di dirigere il prossimo governo. Così, dalle regioni in questi giorni si segnalano molti casi di "insistente invito" a recarsi alle urne. Il partito comunista ha già presentato ricorsi contro alcuni casi di presunte pressioni, ad esempio a Novosibirsk, dove i dirigenti della sanità pubblica avrebbero ricevuto istruzioni per assicurare che tutti i dipendenti compiano il loro dovere di cittadini, domani. Stesso scenario viene riportato dalle città di provincia per le fabbriche e gli uffici pubblici.

Dopo la nuova disputa con l'Osce, tra i 200 osservatori stranieri non figurano inviati dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. La missione Osce è stata cancellata dopo un braccio di ferro sul numero degli osservatori da inviare e sulle date di ingresso in Russia. Dall'Europa ci saranno 30 rappresentanti dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (tra questi un italiano). Altri 30 sono inviati dalla Comunità degli Stati Indipendenti e 30 anche dal Gruppo di Shanghai.

 

 

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