Arte e natura

Salgado, il fotografo che ha ripiantato un’intera foresta

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Al mondo esistono pochi eroi silenziosi che – lontano dai riflettori dei grandi schermi pubblicitari – dedicano le proprie energie a riportare la vita laddove è stata estirpata dall’ingordigia antropica. La storia di Sebastiao Salgado, fotografo di fama mondiale, si inserisce a pieno titolo in quella schiera, rendendosi meritevole di essere conosciuta. Famoso per aver documentato ogni centimetro quadrato di globo, nel 1990 decise di far ritorno alla sua terra – Aimorés, in Brasile – tra paesaggi mozzafiato, animali esotici e foreste pluviali dai colori vividi e intensi. Restò scioccato: i luoghi della sua infanzia, ricchi di biodiversità, erano stati distrutti dalla furia devastatrice della deforestazione forzata.

E’ noto a tutti – infatti – che il disboscamento rappresenta uno dei mali più terribili della nostra epoca, colpevole di un impatto massiccio e criminale sul nostro ecosistema: è la prima causa, non a caso, dell’aumento dell’effetto serra, dei cambiamenti climatici e dell’estinzione di moltissime specie animali.

L’avidità dell’uomo, insomma, aveva cancellato in pochi minuti ciò che la Natura aveva generosamente offerto in centinaia di anni. Ma Salgado, deciso a ripristinare l’oasi di pace che lo aveva visto crescere, non rimase in disparte: comprò una  terra – un tempo appartenente alla sua famiglia – assieme alla moglie Lélia Deluiz Wanick, con l’obiettivo di ripiantare un’intera foresta. L’impresa – durata oltre vent’anni e partecipata da volontari ed amici – ha restituito la vita ad un intero ecosistema, con oltre 2 milioni di piante, 33 specie di mammiferi, 172 di uccelli, 15 di rettili e altrettante di anfibi.

Rinvigorito – così – uno dei più grandi polmoni verdi del pianeta, i coniugi Salgado fondarono l’Istituto Terra – che dal 1998 si batte per lo sviluppo sostenibile e contro lo sfruttamento e la deforestazione del territorio, sensibilizzando la popolazione ai temi ambientali e alla necessità della ricerca scientifica. Da allora, il loro esempio ha ispirato migliaia di attivisti e ridato speranza ad un mondo che sembrava immobile dinanzi all’egemonia delle macchine e al dominio del profitto sulla natura. La lezione di Salgado, indubbiamente, ci riporta ad una dimensione spirituale del Cosmos, concepito come spazio di compenetrazione e di osmosi con l’uomo, dove quest’ultimo è parte integrante di un tutto che lo comprende e lo valorizza: un’armonia fondata sul rispetto, sull’essenzialità e sull’equilibrio.

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