Salva-processi. Mancino chiede al Csm più riservatezza

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Salva-processi. Mancino chiede al Csm più riservatezza

25 Giugno 2008

Un nuovo invito alla riservatezza arriva oggi dal vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Dopo le polemiche scaturite nei giorni scorsi in merito alle indiscrezioni sul parere che palazzo dei Marescialli dovrà dare sul dl sicurezza e sull’emendamento che sospende i processi, Mancino ha aggiunto che "la polemica che in questi giorni si è aperta non ha reso un servizio alla buona immagine del Csm.

L’organo di autogoverno della Magistratura – conclude Mancino – si esprime mediante atti collegiali, che finchè non sono posti all’ordine del giorno, discussi e votati, vanno considerati "tamquam non essent". La procedura di formazione degli atti collegiali è complessa, prende avvio dall’apertura della pratica, passa attraverso il lavoro della commissione consiliare competente, arriva all’ordine del giorno del plenum previa autorizzazione del presidente della Repubblica".

Prosegue oggi  la discussione iniziata ieri alla VI commissione del Csm che dovrà redigere il parere al dl sicurezza in particolare sull’emendamento che sospende i processi .