Scontri durante manifestazione di immigrati a Brescia, il sindaco: “Inaccettabile”
30 Ottobre 2010
di Redazione
Scontri tra forze dell’ordine e manifestanti si sono verificati poco prima delle 16 in centro a Brescia, dove si stava tenendo una manifestazione non autorizzata a sostegno degli immigrati. In via San Faustino il corteo, formato da alcune centinaia di manifestanti, è stato fermato dalle forze dell’ordine.
I due gruppi si sono fronteggiati per alcuni minuti, poi il corteo ha ripreso ad avanzare ed è stato fermato nuovamente dalle forze dell’ordine. È stato in quel momento che la situazione è degenerata e manifestanti e forze dell’ordine sono entrati in contatto. Dopo alcune decine di secondi di scontri è tornata la calma, ma forze dell’ordine e immigrati, che chiedono ‘permesso per tutti’, hanno continuato a fronteggiarsi. Alcuni dei manifestanti sono anche riusciti a salire su una gru, a circa 25 metri d’altezza, dove hanno issato uno striscione con la scritta "Sanatoria".
Un uomo è stato arrestato. Si trattta di un bresciano coinvolto negli scontri con la polizia. La tensione è rimasta alta per ore. Un centinaio di immigrati è persino entrato nel cantiere della metropolitana situato tra piazza Cesare Battisti e via San Faustino. Altri sono saliti su una gru ed è stato ribaltato ed incendiato un cassonetto in via Porta Pile.
"Ciò che è successo è inaccettabile ed è purtroppo una occasione persa da parte degli immigrati e di chi li ha organizzati per instaurare un rapporto positivo con la città". E’ quanto ha affermato, in una nota, il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, riguardo agli incidenti nella manifestazione organizzata dall’associazione ‘Diritti per tutti’ durante la celebrazione del novantesimo anno di attività del Corpo degli Alpini. "Brescia voleva festeggiare i 90 anni dei propri alpini e lo ha fatto – sottolinea il primo cittadino -. Pensare di manifestare le proprie idee non rispettando altre celebrazioni preparate da tempo diventa un atto di prepotenza e palesa l’incapacità di capire la realtà in cui a parole si desidererebbe vivere e integrarsi".
