Scuola. Gelmini: “Basta con i presidi che fanno politica”

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Scuola. Gelmini: “Basta con i presidi che fanno politica”

28 Maggio 2009

"No ai presidi che fanno politica. I dirigenti che vogliono fare politica si candidino e la facciano dentro le istituzioni politiche". E’ forte e netto il messaggio che il ministro ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini a quei direttori d’istituto che si dedicano a fare politica dentro le scuole, approfittando del loro ruolo.

Anticipando possibili polemiche e strumentalizzazioni il ministro afferma: "Ho il massimo rispetto per chi svolge il suo ruolo con correttezza, ma trovo scandaloso utilizzare la scuola per fare politica". La Gelmini, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui ha presentato la riforma dell’istruzione tecnica e professionale, ha confermato l’esistenza di "dirigenti che fanno politica creando inutilmente allarmismi che si riflettono sulle famiglie, sui genitori"

"Ci sono molti problemi di natura economica – ha ammesso il ministro – ma occorre senso di responsabilità da parte di tutti. Non è un caso – ha fatto notare Mariastella Gelmini – che nelle scuole gestite da bravi dirigenti prima di spendere risorse per progetti magari buoni ma non indispensabili ci si pensi". "Non si può investire in progetti quando poi mancano i soldi per comprare cartucce e stampanti. Occorre saper scegliere le priorità e fare il dirigente – ha proseguito il ministro – significa avere questa sensibilità. È troppo comodo scaricare tutte le responsabilità sul ministero".

La Gemini ha poi parlato della nuova riforma. "Chi si iscriverà ai nuovi istituti avrà maggiori chance di trovare lavoro", ha detto presentando due regolamenti per il riordino dell’istruzione tecnica e professionale. Un’affermazione confermata dai dati: "La domanda di profili tecnici da parte delle imprese – ha spiegato, infatti, il ministro – è più ampia dell’offerta: 300.000 tecnici richiesti contro 140.000 offerti. E dunque il rilancio dei due segmenti dell’istruzione tecnica e di quella professionale rappresenta la migliore risposta alla crisi".