Hezbollah e il "matrimonio temporaneo"

Sesso e impegno politico nelle periferie sciite di Beirut

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Mohammad, un quarantenne libanese sciita che vive nella roccaforte di Hezbollah a Beirut, nelle periferie a sud della città, continua a parlare alla gente delle virtù della resistenza, della lealtà e del sesso. “Il modo più efficace di assicurarsi un esercito fedele è quello di garantire ai propri uomini potere politico, servizi sociali e la soddisfazione dei loro desideri sessuali”, dichiara Mohammad.

“E Hezbollah ha saputo muoversi molto bene in tal senso”, aggiunge. Difficilmente si può dissentire. Hezbollah ha liberato il Sud del Libano dall’occupazione israeliana, ha esteso il potere politico della comunità sciita all’interno del paese, e ha fornito al proprio elettorato servizi sociali relativi alla sanità e all’educazione, a partire dagli anni Ottanta. Oggi si sta preoccupando di soddisfare anche i bisogni sessuali dei suoi sostenitori, attraverso una pratica nota come matrimonio mutaa. 

Il mutaa è una sorta di “matrimonio temporaneo” permesso solamente all’interno delle comunità sciite, e consiste nel concedere alle coppie di fare sesso, nel rispetto di quanto sancito dalla religione, per un periodo di tempo determinato, senza alcun impegno, e senza il necessario coinvolgimento di figure religiose. Nelle società musulmane conservatrici, ben note per il loro forte senso della proprietà, il mutaa offre una sorta di scappatoia. Il contratto è molto semplice. La donna dice: “Io mi offro a te in moglie per [un determinato periodo di tempo] e per [una dote specifica]”. E l’uomo risponde: “Accetto”. Il periodo concordato può andare da un’ora a un anno e può essere rinnovato. Una donna musulmana può sposare solamente un uomo musulmano, mentre un uomo musulmano può sposare a termine una donna musulmana, una donna cristiana, o una donna ebrea, purché divorziata o vedova. Tuttavia, coloro che sono stati intervistati per realizzare questo articolo, hanno confermato che Hezbollah -“il Partito di Dio”- ha permesso che la pratica si estenda anche alle vergini o alle ragazze che non si sono mai sposate prima, qualora ottengano il permesso da parte del loro tutore (il padre o il nonno paterno).

Il “matrimonio temporaneo” rappresenta una pratica seguita dagli sciiti in tutto il mondo da lungo tempo. Tuttavia, solamente di recente è diventato molto più frequente in Libano, soprattutto nelle roccaforti di Hezbollah nelle periferie a sud di Beirut e nel Libano meridionale, dopo la guerra del 2006 contro Israele.

Il fatto che ultimamente Hezbollah stia incoraggiando questo fenomeno evidenzia i compromessi a cui è dovuto giungere al fine di mantenere la posizione dominante all’interno del suo elettorato sciita. Mentre il partito da una parte guadagnava consensi grazie alla sua efficace lotta contro Israele, dall’altra era costretto ad affrontare il fatto che in realtà molti libanesi sciiti non condividevano i precetti religiosi d’ispirazione iraniana seguiti dai leader di Hezbollah. Questi si erano trovati a governare una comunità formatasi sulle tendenze laiche della sinistra degli anni Settanta e Ottanta, e sulla cultura cosmopolita tipica di Beirut. Oggi i libanesi sciiti sono circondati da icone pop, come la cantante sexy Haifa Wehbe, da infinite pubblicità e programmi occidentali, e da innovazioni tecnologiche come gli appuntamenti online. Permettere a questi sciiti di bilanciare i loro desideri sessuali con il loro sostegno alla “Resistenza” contro “l’Entità Sionista” è un ingrediente di vitale importanza per garantire la permanenza di Hezbollah al potere.

Secondo lo scrittore e attivista sciita Lokman Slim, ai membri del partito di Hezbollah per ragioni di sicurezza non è permessa la pratica del “matrimonio temporaneo”, a meno che non sia il partito stesso a ordinarla. “Dobbiamo fare una chiara distinzione tra Hezbollah come organizzazione e Hezbollah come guida della comunità, nel campo culturale e sociale”, sostiene Slim.

Ma agli occhi di tutti gli altri, Hezbollah sembra abbia deciso di incoraggiare questa pratica dopo la guerra del 2006, per assicurarsi la propria base di consensi e mantenere il controllo sugli sciiti libanesi. “Dopo la guerra del 2006, in Libano sono giunte grosse somme di denaro iraniano, e tutti questi soldi hanno dato il via a una lussuria sessuale che non poteva essere ignorata né controllata”, sottolinea Slim. “A quel punto Hezbollah ha deciso che fosse più facile rendere lecito il sesso sotto alcune forme di approvazione religiosa, in modo tale da mantenere il controllo sulla comunità”.

Il disastro provocato dalla guerra del 2006 e la situazione politica interna sempre più complicata hanno spinto ulteriormente Hezbollah a modificare la propria posizione al fine di consolidare il consenso. Sheikh Mohammad Ali Hajj, imam della Moschea Imam Ali, nel distretto di Sad Bouchrieh di Beirut, ha evidenziato che dopo il 2006 Hezbollah ha dovuto rendere più solido il sostegno proveniente dalle sue comunità. “I leader hanno creato un gruppo militare, The Resistance Saraya, che ha accolto tra le proprie fila chiunque fosse pronto ad entrarvi, senza considerare  l’impegno mostrato sul piano religioso e ideologico”, dichiara l’imam, aggiungendo: “Era necessario contenere la comunità sciita sotto tutti gli aspetti, buoni e cattivi, cercando di adottare misure adeguate ad assicurarne il controllo, compreso il matrimonio temporaneo”.

Hezbollah ha il dovere di imporre una soluzione in caso di situazioni spiacevoli, come una gravidanza o litigi tra le coppie. “E’ semplicemente una questione di maggiore controllo piuttosto che di effettiva tolleranza”, spiega Slim.

Non ci sono dubbi sul fatto che la legittimazione del mutaa da parte di Hezbollah abbia creato dei canali semi-ufficiali che gli sciiti libanesi utilizzano per sposarsi. Hassan, trentenne sciita delle periferie a sud di Beirut, è un insegnante delle scuole superiori. Ha frequentato l’Università Libanese ottenendo una laurea in matematica e, pur essendo laico, sostiene la resistenza come movimento politico e non religioso. E’ entusiasta dell’iniziativa presa da alcuni membri e sostenitori del partito di Hezbollah di agire da organizzatori di incontri, trasformando a volte i propri negozi, le librerie e gli spazi di lavoro in luoghi per appuntamenti tra giovani.

“Mio cugino, convinto sostenitore di Hezbollah, è ben felice di utilizzare il proprio mini-market come centro cui si rivolgono uomini e donne che desiderano contrarre un matrimonio temporaneo. Si è procurato persino dei fogli Excel per avere un aiuto nel gestire e controllare i contratti, e ovviamente organizza matrimoni temporanei anche per se stesso”, aggiunge Hassan sorridendo.

Nonostante ciò, il giovane esprime forti critiche riguardo a coloro che utilizzano questo tipo di matrimonio come copertura per la rete di prostituzione attiva all’interno delle periferie. “Alcuni ne fanno un vero commercio e generalmente Hezbollah fa finta di non vedere perché non vuole che la Sicurezza Interna Libanese (ISF) interferisca nelle sue roccaforti”.

Tuttavia, dal momento che il commercio del sesso è uscito fuori da ogni controllo, Hezbollah ha richiesto infine l’intervento della ISF per ottenere aiuto nel controllo di alcune delle pratiche illegali della comunità, come il traffico di droga e la prostituzione. Questo mese, la ISF ha iniziato a coordinarsi con Hezbollah e con i capi delle giunte locali nelle periferie del sud, seguendo lo slogan “L’ordine deriva dalla Fede”, lanciato da Hezbollah al fine di attuare un maggiore controllo su questi reati.

Di certo non mancano i modi in cui uomini e donne sciite possono mettersi in contatto per contrarre un “matrimonio temporaneo”: a volte, questa esperienza finisce per portarli più vicino a Hezbollah. Ali, ad esempio, è un ragazzo di 26 anni del sud del Libano, che si è “sposato temporaneamente” con diverse ragazze negli ultimi anni. “Generalmente le incontro nelle biblioteche pubbliche di Hezbollah o al centro, dove i giovani si riuniscono per seguire i sermoni religiosi e politici”, spiega.

Uomini e donne si ritrovano in camere separate, ma Ali riesce sempre a trovare un modo per comunicare. “Se voglio avvicinarmi a una ragazza, le chiedo il numero di telefono e dopo la chiamo, ma il più delle volte sono io a essere avvicinato da ragazze che mi chiedono direttamente se sono interessato al matrimonio temporaneo”, racconta il giovane che, facendo l’occhiolino, aggiunge: “Anche se ognuna di loro è coperta dalla testa ai piedi, si può immaginare com’è guardandole il viso e gli occhi”. 

Con i suoi jeans firmati, un taglio di capelli alla moda, e uno spiccato senso dell’umorismo, Ali non sembrerebbe un possibile sostenitore di Hezbollah. In realtà è vero che ha sempre sostenuto la resistenza e tutto quello che Hezbollah è riuscito a ottenere al riguardo; ma, negli ultimi due anni, ha sviluppato un consenso ancora più forte nei confronti di Hezbollah su temi in cui in precedenza aveva mantenuto un atteggiamento critico, come ad esempio il suo legame con l’Iran, il coinvolgimento nella politica interna, e la sua retorica religiosa.

Che sia una coincidenza o meno, rimane il fatto che uno sviluppo in tal senso si è verificato quando Ali ha iniziato a farsi coinvolgere dalla pratica del “matrimonio temporaneo”. Nel suo paese del sud è molto difficile incontrare delle ragazze e intrattenere delle normali relazioni, e Ali si è reso conto che avvicinarsi alla rete sociale del partito lo ha aiutato a conoscere un maggior numero di ragazze ben disposte a questo tipo di matrimonio. Poco a poco, il giovane ha smesso di bere alcolici, ha ripreso a pregare e a digiunare, senza mai mancare a un evento o a un raduno organizzato da Hezbollah, dove peraltro cresce la possibilità di incontrare potenziali “mogli”. Tuttavia, è ovvio che il ragazzo, sempre così ben vestito, non ha mai rinunciato al suo amore per la moda.

Naturalmente non sono solo gli uomini a trarre vantaggio dal mutaa. Zahra, una ragazza di 25 anni, completamente coperta dal velo, che si sta specializzando in letteratura inglese, proviene da una famiglia di sostenitori e membri del partito di Hezbollah, e anche lei ne fa parte da una vita. Zahra spiega che segue la pratica del “matrimonio temporaneo” perché si tratta di un dovere religioso.

“Mi prendo cura di me stessa con grande attenzione, assicurandomi di avere un aspetto perfetto ogni volta che mi preparo a un matrimonio mutaa, perché devo accontentare mio marito, temporaneo o meno che sia”, racconta la ragazza. “Comportarmi così è il mio dovere religioso. C’è una ragione per cui Dio ha permesso questo tipo di matrimonio, e io non discuto mai il volere di Dio”.

Zahra è una donna divorziata e ritiene che l’Islam abbia riconosciuto i desideri sessuali sia degli uomini che delle donne, ed è questo il motivo per il quale è permesso il “matrimonio temporaneo”. “Anche soddisfare i desideri sessuali è un dovere religioso”, continua la ragazza, sottolineando che il “matrimonio temporaneo” con donne che avevano perso i propri mariti nella guerra contro Israele è stata una pratica particolarmente incoraggiata. “Coloro che soddisfano le vedove dei martiri riceveranno una maggiore ricompensa in paradiso”, dice Zahra.

Mentre la pratica del mutaa potrebbe sembrare estremamente bizzarra a coloro che non vivono in quelle comunità, per molti sciiti libanesi rappresenta un’importante via d’uscita. Dato che la comunità è sempre più caratterizzata dalla ideologia conservatrice di Hezbollah e sempre più isolata dalle crescenti divisioni settarie in Libano, diventa ogni giorno più difficile intraprendere relazioni con persone di diversa provenienza. In questo senso, il matrimonio mutaa è diventato una soluzione pratica e conveniente. Tuttavia, c’è un prezzo da pagare per questo: Hezbollah è riuscito sempre più a utilizzare il fascino del mutaa per rafforzare la sua base di consensi all’interno della comunità. E non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che le conseguenze di questo maggiore controllo di Hezbollah sugli sciiti libanesi saranno tutt’altro che temporanee. 

© Foreign Policy
Traduzione Benedetta Mangano

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1 COMMENT

  1. Noi li abbiamo rivestiti di
    Noi li abbiamo rivestiti di pregiudizi, ma Hezbollah è un esempio di integrità morale,resistenza efficace(l’unica gueriglia che ha tenuto testa a un paese meglio armato come Israele) e ancor più efficace apparato sociale, network di supporti reciproci e aiuti specifici. Hezbollah è un esempio,e il suo ingresso in politica lo farà giudicare sempre meno “gruppo terrorista” e sempre più partito politico armato (condiz.necessaria in un paese in cui l’esercito non muove un dito per difendere la propria gente dalle bombe israeliane). Hezbollah ha tracciato un linea che anche altri gruppi dovrebbero seguire,dove e se possibile…
    Complimenti a Nasrallah per come è riuscito a non far perdere le armi e conquistare la scena politica al suo gruppo,nonstante i potenti nemici che li circondano!

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