Siria, dubbi sull’esplosione di Aleppo

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Siria, dubbi sull’esplosione di Aleppo

27 Luglio 2007

Non convince molti oppositori la versione del governo
siriano sull’esplosione di ieri a Aleppo, nell’accademia militare Muslimiya.

Stando a quanto dichiarato da Damasco la deflagrazione che
ha ferito oltre cinquanta persone sarebbe puramente accidentale: sarebbe infatti
frutto di un forte aumento della temperatura nel deposito delle munizioni.

Ma ‘Al-Sharq’, un sito vicino ai Fratelli Musulmani,
sostiene che le autorità si sono affrettate a negare l’ipotesi di sabotaggio
per “sminuire la gravità dell’incidente ed evitare le critiche”. Nel sito si
sottolinea che l’esplosione è avvenuta intorno alle 4.30 del mattino, cioè “più
di due ore prima dell’alba e quindi prima che la temperata aumentasse a livelli
pericolosi”. Se fosse confermata “l’esistenza di fattori diversi dalle alte
temperature, l’incidente sarebbe tra i più gravi quanto a numero e rilevanza delle
vittime”.

L’oppositore siriano Ashraf al-Miqdad, afferma che
l’esplosione è il frutto di “un’operazione segreta di apparati di intelligence
stranieri”, non meglio precisati, dichiarando di poter contare su “fonti molto
attendibili”. In un suo comunicato, Miqdad ipotizza che “le autobombe che si
fanno esplodere in Iraq vengano imbottite di esplosivo all’interno della
caserma di Muslimiya, sotto la sorveglianza dei servizi segreti militari e
della guardia repubblicana”. Secondo l’oppositore inoltre le settimane avvenire
potrebbero essere pericolose

Diversa la ricostruzione che fa con la stampa
dell’opposizione un diplomatico europeo, che ritiene improbabile il “movente
terroristico”, pur non escludendo “un%27operazione di copertura di un caso di
corruzione o di carenza di armi” nei depositi.