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Siria, dubbi sull’esplosione di Aleppo

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Non convince molti oppositori la versione del governo siriano sull’esplosione di ieri a Aleppo, nell’accademia militare Muslimiya.

Stando a quanto dichiarato da Damasco la deflagrazione che ha ferito oltre cinquanta persone sarebbe puramente accidentale: sarebbe infatti frutto di un forte aumento della temperatura nel deposito delle munizioni.

Ma ‘Al-Sharq’, un sito vicino ai Fratelli Musulmani, sostiene che le autorità si sono affrettate a negare l'ipotesi di sabotaggio per “sminuire la gravità dell'incidente ed evitare le critiche”. Nel sito si sottolinea che l'esplosione è avvenuta intorno alle 4.30 del mattino, cioè “più di due ore prima dell'alba e quindi prima che la temperata aumentasse a livelli pericolosi”. Se fosse confermata “l'esistenza di fattori diversi dalle alte temperature, l'incidente sarebbe tra i più gravi quanto a numero e rilevanza delle vittime”.

L'oppositore siriano Ashraf al-Miqdad, afferma che l'esplosione è il frutto di “un'operazione segreta di apparati di intelligence stranieri”, non meglio precisati, dichiarando di poter contare su “fonti molto attendibili”. In un suo comunicato, Miqdad ipotizza che “le autobombe che si fanno esplodere in Iraq vengano imbottite di esplosivo all'interno della caserma di Muslimiya, sotto la sorveglianza dei servizi segreti militari e della guardia repubblicana”. Secondo l’oppositore inoltre le settimane avvenire potrebbero essere pericolose

Diversa la ricostruzione che fa con la stampa dell'opposizione un diplomatico europeo, che ritiene improbabile il “movente terroristico”, pur non escludendo “un%27operazione di copertura di un caso di corruzione o di carenza di armi” nei depositi.

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