Sisma di magnitudo 7.2 tra il Messico e gli Usa, 2 morti e 100 feriti
05 Aprile 2010
di Redazione
I sismologhi dell’Istituto Geofisico americano hanno riferito che la scossa verificatasi in Bassa California, al confine tra Stati Uniti e Messico, è stata ricalcolata di intensità parì a 7.2 sulla scala Richter. In un primo tempo era stata registrata come di magnitudo 6.9.
Si tratta – hanno precisato – della scossa più forte registrata nella California meridionale dal 1969 ad oggi. La scossa che ad Haiti fece centinaia di migliaia di morti era stata di intensità pari a 7.0 sulla scala Richter. L’istituto Geofisico ha precisato anche che il movimento tellurico non è avvenuto ad una profondità di 32 chilometri, come comunicato in un primo tempo, ma ad una profondità di 10 chilometri.
Il sisma ha provocato almeno altre due scosse percepite dalla popolazione sia nella zona di San Diego e Los Angeles, in California, sia in quella al di là del confine con l’Arizona. Testimoni hanno riferito di averlo percepito addirittura a Phoenix, ad una distanza di centinaia di chilometri dal luogo dell’epicentro, localizzato una ventina di chilometri dalla città di confine di Guadalupe Victoria, in Messico.
Due persone sono morte e 100 sono ferite in seguito al terremoto che ha causato, tra l’altro, il cedimento di un’arteria stradale. Lo riferisce la Cnn online. La prima vittima è morta nel crollo di un edificio a Mexicali, mentre l’altra persona, che cercava di fuggire dalla propria abitazione, è stata investita da un’auto, ha precisato Alfredo Escobedo, responsabile della protezione civile messicana.
Tutti e 100 i feriti sono concentrati a Mexicali, ha aggiunto il responsabile. La città, la maggiore metropoli dello Stato di Baja California, è quella che risulta maggiormente colpita: numerosi gli edifici con crepe, molte strade sono state squassate dal sisma. La città è senza energia elettrica. L’arteria stradale che collega Mexicali a Tijuana è franata, il traffico viene smistato su altre direttrici.
