Sit-in contro la Rai. Bertinotti a Petruccioli: Stop al duopolio Veltroni-Berlusconi
13 Marzo 2008
di Redazione
La Sinistra Arcobaleno ha manifestato davanti alla sede Rai, in Viale Mazzini, contro l’informazione
Rai, accusata di essere dominata dal duopolio Veltroni-Berlusconi.
Tra gli esponenti politici presenti al sit-in,
Paolo Ferrero, Angelo Bonelli, Gennaro Migliore, Anna Donati,
Loredana De Petris, Sergio Bellucci e Nicola Tranfaglia. Ma gli occhi erano puntati sull’ex presidente della Camera e leader del partito comunista, Fausto Bertinotti.
“Il servizio pubblico deve
svolgere un’informazione corretta”, chiede il candidato premier
Fausto Bertinotti, puntando il dito contro la tendenza dei media
ad assecondare “la distorsione della campagna elettorale”
voluta da Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, rei di “cercare di far credere che la partita sia a due, ma così la
partita diventa truccata”.
Stiamo solo raccontando i fatti,
replica il presidente della tv pubblica, Claudio Petruccioli.
“Rai, di tutti o di due?” recita lo slogan scelto dalla
Sinistra Arcobaleno come simbolo del sit-in convocato per la
tarda mattinata di oggi. Sul cartellone campeggiava l’immagine di
Walter Veltroni, ancora con la fascia tricolore da sindaco di
Roma, che stringeva la mano a Silvio Berlusconi.
Bertinotti è arrivato nel
primo pomeriggio per chiedere alla Rai di “correggere l’effetto
distorsivo” e “restituire al Paese un’immagine corrispondente
al suo pluralismo politico. I dati dei tg sono indicativi: due
sembrano i candidati premier, mentre gli altri vengono trattati
come qualsiasi altro leader politico”.
Per Bertinotti “l’Italia ha diritto a un’informazione corretta che rappresenti
le reali forze in campo”.
Petruccioli ha ammesso che la Rai “può e deve fare sempre meglio”, ma ha ribadito che, “se la
campagna elettorale è impostata come un duello a due e la Rai
lo racconta, non vuol dire che la Rai sia responsabile di questo
fatto. Non si usi la tv pubblica come testa di turco, al di là
dei nostri pur possibili demeriti”.
E poi, rivendica
Petruccioli, nel primo mese di campagna elettorale a Berlusconi
e Veltroni è andato “appena il 60% del tempo”.
Una spiegazione contestata da Alfonso Pecoraro Scanio: “Vogliamo la parità fra tutte le forze politiche, perchè
questa è la democrazia. Il resto è finzione di democrazia”.
Dura anche la presa di posizione di Achille Occhetto: “Oggi in
Italia siamo in un regime oligarchico trasversale”.
E Cesare
Salvi: “Se le tv fanno questo adesso, che faranno dopo?”.
