Soldi della Camorra per la scalata alla Lazio. Ordine d’arresto per Chinaglia

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Soldi della Camorra per la scalata alla Lazio. Ordine d’arresto per Chinaglia

22 Luglio 2008

I soldi della Camorra per la scalata alla Lazio. È  quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Roma Guglielmo Muntoni.

L’ordine di cattura è partito per dieci persone tra cui l’ex centravanti biancazzurro Giorgio Chinaglia, oggi latitante, che due anni fa ha schivato le manette per la sua residenza negli Stati Uniti. Insieme a quattro tifosi del gruppo «Irriducibili» è sotto processo per aggiotaggio informativo e tentata estorsione ai danni del patron biancoceleste Claudio Lotito.

Ad attrarre l’attenzione delle fiamme gialle, il giro di denaro che sarebbe servito per acquistare la SS Lazio. Attraverso indagini, accertamenti bancari e intercettazioni telefoniche è emerso che dietro la fantomatica società ungherese di cui Chinaglia si era fatto portavoce, ci sarebbero stata la camorra che avrebbe meso a disposizione la liquidità necessaria per finanziare la scalata.

A destare i sospetti della Guardia di Finanza anche leanomale oscillazioni in borsa del titolo della SS Lazio, avvenute due anni fa in seguito alle uscite pubbliche di Chinaglia, nella veste di sponsordi una società ungherese e alle pressioni e alle intimidazioni che il presidente Lotito e persone a lui vicine, dalla moglie ai più stretti collaboratori, subirono dalla tifoseria più accesa affinchè venisse avviata una trattativa per la cessione delle quote.

Anche i Casalesi erano interessati alla società calcistica e avevano rilevato il club che, dopo il fallimento del gruppo Cirio rappresentato dal patron Sergio Cragnotti, era alle prese con una situazione finanziaria abbastanza critica. Il sospetto dell’accusa è che già nel 2004, più o meno quando Claudio Lotito divenne il proprietario, la camorra si era attivata per acquistare la società e gestirla con personaggi di sua fiducia.

Il processo in corso davanti ai giudici della sesta sezione penale del tribunale di Roma. Oltre a Chinaglia, il dibattimento chiama in causa gli ultrà Fabrizio Toffolo, Fabrizio Piscitelli, Yuri Alviti e Paolo Arcivieri e soggetti che, stando all’accusa, avrebbero sostenuto il progetto portato avanti dall’ex bomber biancoceleste: da Guido Carlo Di Cosimo a Giuseppe Bellantonio, da Bruno Errico a Fabio Di Marziantonio. L’ungherese Zoltan, anche lui come Chinaglia sfuggito all’arresto del 2006, ha preferito patteggiare davanti al gup.